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Noi crediamo che Vigevano abbia in sé grandi potenzialità inespresse da affiancare alla tradizionale struttura industriale che da sempre caratterizza la storia e l’economia della Città.

Le ricchezze di Vigevano, da troppi anni solo sulla carta, sono certamente la Piazza Ducale e il Castello ma anche tutto il  resto del Centro Storico, la Sforzesca con il Colombarone. Un patrimonio europeo che, grazie ad iniziative ed offerte culturali e commerciali di alto livello, va trasformato in concreta risorsa economica per il futuro della Città.

Lo stesso dicasi per  il Ticino, grande polmone verde alle porte della Città e soprattutto alle porte della grande area metropolitana milanese, follemente urbanizzata con conseguente perdita di quella “misura d’uomo” che è invece ancora un tratto caratteristico del vivere vigevanese. La Lomellina,  zona  agricola e di pregio naturalistico, potenzialmente importante per la vasta area metropolitana e che dobbiamo cominciare a considerare come nostra preziosa e naturale alleata in una prospettiva di crescita e sviluppo.
 

Proprio il dibattito in corso, sull’ ingresso della Città nell’area metropolitana milanese permette questa nuova visione di sviluppo: Vigevano come fulcro di un cuneo ben impiantato al cuore della Metropoli al quale può apportare le sue specificità, differenti da ogni altra area convergente su Milano.
Il riferimento è appunto alla vocazione agricola della Lomellina di cui Vigevano deve ergersi a capofila, alla vocazione turistica, culturale e industriale della Città che, opportunamente stimolate (per l’industria si pensi  alle reti d’impresa, alla banda larga diffusa, al Polo tecnologico e alla sua integrazione con altri progetti di ricerca) possono rinverdire  quel sogno di “Città Ideale” che rincorriamo dai tempi di Leonardo Da Vinci. 
A queste condizioni l’ingresso nell’area metropolitana può avvenire e facilitare gli attesi e necessari miglioramenti infrastrutturali (strade, ferrovie) che rappresentano la linfa a cui attingere per  il nostro sviluppo.