Il Polo Laico desidera ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla kermesse di ieri pomeriggio volta a risvegliare l’attenzione generale sull’importanza sociale, culturale ed economica di molte aree degradate del Centro Storico, utilizzando, oltre a manovre di politica amministrativa, anche la grande energia che viene dai giovani. Grazie quindi a chi ci ha dato una mano ad allestire il tutto, grazie a chi si è portato a casa la nostra magliette, a chi ha gustato i cartocci, a chi li ha cucinati, agli amici che hanno collaborato, al bar Ducale che come sempre ci ha ospitati e grazie soprattutto ai ragazzi e le ragazze della natural Force Crew e della Scuola di ballo 100 Passi.



Come tutta l’Italia, anche Vigevano siede su un tesoro che se sfruttato adeguatamente potrebbe contribuire a ridare ossigeno a una comunità in grave sofferenza.

Nel corso degli anni ci si è prevalentemente concentrati su Piazza Ducale, lasciando a se stessi diversi angoli suggestivi della città quali il Carrobbio, Via della Costa, Via dei Mulini. Altre aree al contrario, sono state volutamente deturpate come nel caso di Corso Novara e di Via del Carmine dove scelte rovinose hanno portato alla sostituzione della pavimentazione in pavé con una colata di asfalto.
Il turista che giunge in città, ma anche molti concittadini, ignorano l’esistenza di altre aree del centro storico e non è difficile sentire la frase “oltre alla Piazza non c’è nulla”.

In realtà l’offerta turistica di Vigevano potrebbe essere molto più ampia se si decidesse di investire su di essa: il centro,il Colombarone, il Ticino, la campagna sono tesori da valorizzare.
Perché dunque partire dal centro? Perché si innescherebbe una cascata virtuosa per cui il recupero rimetterebbe in moto il comparto edilizio, creando lavoro; il turismo stesso, supportato anche dalla creazione di un polo culturale credibile creerebbe ricchezza e questa si riverserebbe poi sul resto della città, riportandola a una condizione di benessere che da troppo tempo manca.

Come fare? Innanzitutto tutti noi possiamo fare qualcosa, uscendo di casa, recuperando spazi perduti, non cedendo alle grida di chi ci vorrebbe tutti barricati per paura del “diverso”,
dell’ “altro” e partecipando attivamente alla vita politica, alla creazione di un progetto di città.
Inoltre potremmo cominciare a considerare la città come la nostra casa, contribuendo alla sua pulizia e a darle quel decoro che troppo spesso oggi non dimostra.

L’Amministrazione come è giusto, in questo progetto di rilancio ha il ruolo principale: occorrono politiche fiscali che incentivino i proprietari a recuperare i loro immobili, occorre ascolto e cooperazione con le associazioni e i gruppi cittadini per avviare il restauro e per gestire aree degradate o svuotate quali il Palazzo Riberia e il Tribunale, occorre infine un briciolo di fantasia, come dimostrano le immagini che vi mostriamo, nelle quali con poche latte di colore e un gruppo di artisti di strada il paesaggio urbano cambia completamente.

Mentre una condizione di degrado porta immancabilmente ad ulteriore degrado, un paesaggio urbano recuperato è fonte di rilancio sociale, culturale ed economico.

Dobbiamo riprenderci la città , colorarla e viverla. Il Polo Laico ci sta. E tu?

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