Ecco un estratto dal nostro programma elettorale con le proposte per il mondo del lavoro.
Attività produttive
  • Lavoro Impresa e Formazione: questo è da qualche anno il tema principale da affrontare. La città non è attualmente in grado di fornire prospettive ed opportunità a chi cerca o ha perso un lavoro. Il nostro ragionamento di base parte dalla considerazione che solo un compiuto progetto di sviluppo urbano possa davvero ricreare le condizioni di vivacità, di offerta che da troppo tempo il mercato del lavoro vigevanese ha perduto. Quindi la realizzazione del nostro progetto è la prima risposta a chi chiede lavoro. La seconda, dal momento che cambiare radicalmente una città richiede tempi lunghi, poco compatibili con le necessità delle famiglie, è quella di dar vita attraverso una nuova rete sociale diffusa sul territorio e a nuovi corsi formativi, ad un sistema che sia in grado di recuperare e dare ascolto alle potenzialità della componente giovanile e nello stesso tempo di  mantenere ed elevare le capacità lavorative degli adulti. Ad esempio un ampliamento dell’offerta formativa attualmente gestita da AST e da alcune scuole, attraverso la creazione di una vera e propria Agenzia Impresa e Formazione con  “governance” partecipata dal Comune, dalle Associazioni  di categoria, da istituzioni e dalle aziende che sono poi le beneficiarie di questo progetto permetterebbe di creare nuove capacità fra i giovani digital natives o elevarne di presenti fra gli adulti in modo da ampliare la possibilità di accesso alle offerte lavorative. Nello stesso momento, le offerte sociali di sostegno devono essere orientate in modo da mantenere attive le forze di lavoro escluse (vedasi più avanti, “Patti di inclusione sociale”).
  • Comparto edile: primario è lo sviluppo delle infrastrutture per ridare forza e valore economico a un settore vitale per l’economia cittadina.  Occorre incentivare al recupero dell’esistente per fermare lo sfruttamento ulteriore di suolo. In particolare prevediamo l’incentivazione del recupero degli immobili nel Centro Storico per elevare il livello qualitativo dello stesso, riducendo ad esempio gli oneri  di urbanizzazione e dando vita a un piano di recupero attraverso la creazione di una Società di trasformazione Urbana.
  • Comparto industriale:  censimento edifici e aree comunali per individuare la possibilità di locazione gratuita o agevolata di proprietà comunali destinate a imprese innovative. Valutazione sostenibilità economica per una riduzione e una dilazione delle  tasse comunali per i primi anni di attività. Studio sul rapporto CNR-imprese che attualmente non viene  considerato sufficiente e conseguente adeguamento alle necessità o affiancamento con nuovi poli tecnologici. Semplificazione, intesa come riduzione degli adempimenti e dei costi connessi al fare impresa; digitalizzazione, ovvero l’agevolazione dei rapporti pubblico-privato grazie alla rete, con razionalizzazione degli accessi agli sportelli tramite web e la disponibilità di dati pubblici d’interesse per le imprese; collaborazione e ascolto del mondo imprenditoriale. Riformulazione Progetto Banda larga, nodo fondamentale unitamente all’agevolazione dello sviluppo di Reti di Impresa. 
  • Comparto commerciale: anche in questo caso viene da più parti richiesto uno snellimento delle pratiche burocratiche ma soprattutto va dato pieno appoggio ai commercianti nello sviluppo di un piano marketing della città (internet/media tradizionali/marchio). Occorre poi sviluppare il concetto di Centro Storico-Outlet  che deve prodursi in un volano di attrattività per tutta la città. Funzionale a questo è anche la scelta di non autorizzare l’apertura nuovi centri distributivi di medio-grandi dimensioni.
  • Mercato comunale: profonda rivisitazione anche in senso turistico e integrazione con Farmers’ market. Il mercato attuale ha perso molte delle sue caratteristiche storiche, inoltre è fonte di traffico, inquinamento, degrado: va integralmente ridisegnato per renderlo, utile, efficiente, pulito, ordinato e attraente, come avviene in molte città europee. La adiacente struttura dell’ Ex Macello, persa l’occasione di insediarvi il Polo tecnologico calzaturiero potrebbe essere interessata da un recupero strutturale e di funzione correlata all’area mercatale  attraverso la sopra citata Società di Trasformazione Urbana. Essa potrebbe ad esempio essere trasformata in mercato permanente con produttori locali, spazi dedicati alla socialità (svago, somministrazione etc.) e “store” per la diffusione delle specialità e della cultura enogastronomica lomellina.
  • Implementazione sistemi agroalimentari locali :  oltre alla rivisitazione del mercato locale, farmers’ market, fattorie didattiche, marchio, ristorazione istituzionale appaiono tutti come argomenti quasi mai trattati in Città e che invece, se sviluppati, potrebbero contribuire alla crescita, sia in termini di salute che in termini economici e di impiego, altresì configurandosi come un argomento centrale nei rapporti con la Lomellina. La creazione sul territorio di una rete di “mercati dell’ultimo minuto” per avvicinare la rete distributiva alle realtà del terzo settore, l’incentivazione dei Gruppi di Acquisto Solidali con la messa a disposizione di spazi condivisi per lo stockaggio degli acquisti sono altre misure che proponiamo. Infine, occorre mettere mano alle mense cittadine con criteri di appalto che privilegino le realtà locali favorendone eventualmente la messa in rete, cibi di filiera corta e modalità di servizio a  “rifiuto Zero”.
  • Studio di fattibilità per un  nuovo  Polo Formativo Tecnologico Integrato, da sviluppare sfruttando le opportunità della legge regionale 11/2014, in collaborazione con le Associazioni, AMSV e Università, per promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie e il mantenimento degli alti livelli qualitativi presenti sul territorio. Si potrebbe ad esempio tentare di  superare la anacronistica diffidenza fra calzaturieri e produttori di macchine per calzature per dar vita a un centro studi e ricerca che preveda ampie correlazioni con l’ambito sanitario- ortopedico. 

 
 
 

 

 
 

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