Analizziamo e confutiamo punto per punto il documento emesso ieri da M5S Vigevano

Iniziamo con i tre preamboli del documento :

1)
“M5S da sempre è schierato contro l’esistenza degli enti intermedi

E’ uno dei pochi punti che non  confutiamo, trovandoci pienamente d’accordo. La realtà però è che non solo le città metropolitane, ma pure le province o ex-province e le aree vaste sono TUTTI, attualmente, enti intermedi. Quindi di qualunque ambito Vigevano decida di far parte, farà parte di un ente intermedio. Casomai la questione è quella di lavorare, in prima linea, per modificare la legge nazionale affinché i rappresentanti di tali enti vengano eletti direttamente dai cittadini. Posto così, quindi, l’argomento è solo fuorviante.

2) Che la
“riforma Del Rio” sia come sempre in Italia limitata dalle migliaia di interessi “particulari” è fuori di dubbio e limitare le amministrazioni dentro a schemi prestabiliti non è certo l’ideale ma in attesa che spontanee ed omogenee aggregazioni di Comuni sorgano, se mai ne verrà data la possibilità, bisogna pensare che: 
a) le aree vaste sono previste e quindi vanno studiate, ponderate e valutate 
b) che la governance sovracomunale delle aree metropolitane è una necessità imprescindibile.

3)
“Le Città Metropolitane sono considerate dagli esperti del settore un fallimento, e a livello mondiale si sta avviando il processo inverso che comporta proprio lo smantellamento di una soluzione amministrativa fallimentare da tanti punti di vista”. 

In attesa di conoscere nomi e cognomi di tali emeriti esperti e facendo notare che le città metropolitane italiane sono appena partite (per cui a meno di avere una sfera di cristallo…), meglio e più utile ragionare sull’oggi e sulle tendenze in atto in Italia e in Europa. In Europa il 68% della popolazione dell’Unione Europea risiede attualmente in regioni metropolitane, dove si generano più dei due terzi del Pil europeo. Non a caso la Commissione europea ha previsto, nella nuova Programmazione 2014-2020, un sostegno specifico riservato alle città e allo sviluppo urbano.L’economista Dario Di Vico lunedì scorso sul Corriere della Sera a proposito di localismo in crisi e delle nuove ragioni del Nord ha scritto:“E’ evidente a tutti che nel post crisi non avremo a disposizione un modello di sviluppo per ciascun territorio ed emerge anzi come i confini amministrativi siano del tutto artificiosi e persino dannosi per programmare uno sviluppo integrato. Fortunatamente Milano sembra aver trovato energie e motivazioni per ripartire…. I territori devono recuperare consapevolezza di questa novità e FARE L’UNICA SCELTA SENSATA: AGGANCIARSI.

E ora passiamo ai restanti 7 punti dell’elenco 5S: 

1) e 2) Lavoro – Infrastrutture
“L’adesione alla Città Metropolitana di Milano aumenterà le possibilità di lavoro per i vigevanesi: falso”

Cerchiamo di capirci anche senza essere esperti in economia. Chi crea i posti di lavoro sono le imprese. Vigevano è un distretto industriale ancora forte. Nel solo settore meccano-calzaturiero sono attive quasi 600 imprese. Vigevano è il quinto distretto in Italia (vedi Rapporto sui Distretti Italiani 2014). Entrare nell’area metropolitana con il peso delle nostre aziende e delle loro associazioni di categoria significa avere migliori contatti istituzionali e con i centri di ricerca e le Università milanesi, così da poter agganciare la rivoluzione tecnologica in atto che si chiama Manifattura 4.0 e per la quale Regione Lombardia ha stanziato 380 mila euro. La recente legge regionale 32/2015 che regola i rapporti tra Regione e Città Metropolitana all’articolo 8 mette in capo alla Città metropolitana il coordinamento e promozione dello sviluppo economico in accordo con la Camera di commercio di Milano. Per perseguire tali scopi promuove gli accordi per la competitività previsti dalla legge regionale 11, favorendo il coinvolgimento di pubbliche amministrazioni, imprese, aggregazioni di imprese, distretti e filiere di piccole e medie imprese. Se le aziende vigevanesi innovano, sfruttano le possibilità delle leggi avendo quel coordinamento che Pavia (vedi legge 11) non ha ad oggi esercitato, creano posti di lavoro. Non a Milano ma a Vigevano.

3) Tariffe e Tasse
“L’adesione alla Città Metropolitana di Milano diminuirà le tariffe o le tasse: falso”
 
Qui si inventa addirittura un’affermazione che mai è stata esposta dall’opinione pubblica e cioè che entrando in CM diminuirebbero tasse o tariffe. Intanto oggi è molto difficile stabilire con precisione questi dati: l’acqua potrebbe costare meno essendo l’ambito che potrebbe crearsi più orograficamente omogeneo di quello in essere mentre l’assicurazione auto potrebbe costare qualche decina di euro in più ma anche questa non è una certezza. In ogni caso tutte queste valutazioni vanno fatte alla luce delle possibilità che invece si aprirebbero. Nel peggiore dei casi a noi pare che sia un po’ come sentirsi dire “ti do 1000 euro se me ne dai 5″ e rinunciare per non spendere i 5 euro.” Infine, nemmeno riguardo l’area vasta che verrà a formarsi abbiamo, oggi certezze su tasse e tariffe.


4) Turismo
“L’adesione alla Città Metropolitana di Milano porterà più turisti a Vigevano: falso.”
 
Milano grazie ad Expo e alla sua trasformazione urbana sta diventando una delle città turisticamente più attrattive. E lo sarà ancora di più dopo Expo. I flussi turistici è evidente che sono e sempre più legati a Milano. Non certo a Pavia dove dal 1945 si continua a dire che la Certosa deve essere collegata alla città, ma intanto durante Expo è rimasta chiusa ai turisi. Inoltre, l’affermazione va anche qui inquadrata nell’ambito dell’osservazione principale che riguarda tutto l’argomento CM: i turisti a Vigevano
aumenteranno principalmente se i Vigevanesi sapranno attirarli, sfruttando al massimo la vicinanza con la seconda città italiana per arrivi, creando un centro culturale-architettonico-naturalistico di rilievo.


5) Ricchezza
“L’adesione alla Città Metropolitana di Milano farà diventare più ricca Vigevano: falso.”
 
Intanto qui si parte confondendo Città di Milano con Città Metropolitana e questo basterebbe per stoppare l’analisi. I debiti della CM derivano principalmente (94 mln) dal pregresso di Provincia di Milano mentre il resto è legato alle sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità da parte del defunto ente. Il Sindaco
Pisapia asserisce di aver raggiunto il pareggio di bilancio per il 2015.
Il punto principale però è ancora una volta la capacità dei vigevanesi di organizzarsi per sfruttare le potenzialità di un’area che vanta un
PIL procapite (2012) di 37.642 euro contro i 22.707 della Provincia di Pavia e un reddito disponibile procapite di 26.733 contro 17.158 euro. Inoltre l’area milanese drena il 30% degli investimenti stranieri annui in Italia.

6) Pendolarismo
“L’adesione alla Città Metropolitana di Milano renderà più facile la vita ai pendolari: falso.”
 
Qui si parla di 8000 pendolari che ogni giorno giungono a Vigevano per lavorare a fronte dei 5 mila che si dirigono verso Milano per lo stesso motivo. Ora, pare abbastanza semplice capire come, mentre i 5000 vigevanesi che si recano a Milano sono pendolari a tutti gli effetti, gli 8000 che gravitano su Vigevano siano per la maggior parte vigevanesi residenti a Gambolò, Cassolnovo, Gravellona ovvero comuni limitrofi dove molti vigevanesi han comprato casa per i prezzi un tempo più abbordabili ma che in realtà vivono, spendono, escono a Vigevano. I paesi della cintura vigevanese si configurano di fatto come quartieri della città stessa. Su questi paesi e sulla Lomellina va prodotto un lavoro di cucitura – che prenda inizio dal Distretto industriale ma che coinvolga poi l’agricoltura, il turismo etc.- mai avvenuto prima e che permetterà alla Lomellina di vedere i propri interessi rappresentati da Vigevano in CM ovvero in un’area di nuove possibilità. Infine Milano e’ diventata un modello di innovazione e sviluppo anche a livello di mobilità. Il Consigliere di Città Metropolitana Biscardini proprio Domenica mattina in una conferenza tenutasi a Palazzo Marino, chiariva come programmare e disegnare al meglio il trasporto di chi deve raggiungere Milano da fuori sia un punto fondamentale di CM.


7) Pavia
“L’adesione alla Città Metropolitana di Milano significare lasciare Pavia che non ci ha mai dato niente. Falso.”
 
Politicamente dal 1945 ad oggi i presidenti della Provincia di Pavia sono stati solo pavesi ed oltrepadani. Vogliamo contare gli assessori provinciali vigevanesi? Carlo Nipoti, Giuseppe Pomati, Michele Bozzano.
Vigevano è stata sempre e solo considerata dai principali partiti, PD e Forza Italia e prima ancora Dc e Pci, un serbatoio di voti. Negli anni Sessanta la Provincia e la Camera di Commercio invece di finanziare un Palazzo Esposizioni a Vigevano, sede della Mostra Internazionale delle calzature, hanno costruito a Pavia Palazzo Esposizioni per una fiera generica dalle macchine agricole ai bovini. Per M5S Vigevano dovrebbe diventare “autonoma e rivestire il ruolo di autentico “capoluogo” del territorio” : in attesa di una modifica ulteriore della Costituzione che permetta spontanee aggregazioni territoriali omogenee, Vigevano deve esercitare un’azione trainante su tutta l’area circostante, da Abbiategrasso-Magenta a Mortara. Deve imparare a proporsi come leader territoriale sfruttando le sue imprese e le sue ricchezze architettonico-paesaggistiche ma all’interno non già di un’area vasta incomprensibile e stagnante ma dell’area economicamente, culturalmente e tecnologicamente più avanzata d’Italia.


Ci pare quindi che, senza troppe difficoltà il castello 5S sia stato smontato. La Città Metropolitana di Milano può rappresentare per Vigevano un ulteriore treno di sviluppo. I precedenti sono stati persi tutti per miopia, incapacità o calcolo personale. L’area milanese è un’area di enormi possibilità per chi invece investe innanzitutto su se stesso e sulla propria capacità di evolversi.

I perchè occorre legarsi a Milano ci paiono spiegati, restano ancora solo due domande a cui rispondere: 

1) la domanda delle 100 pistole a cui nessuno finora è mai riuscito a rispondere: un solo motivo per restare in Provincia di Pavia

2) come mai il M5S, improvvisamente da una posizione refendaria ma non contraria esce con dieci no secchi, da un giorno all’altro, senza un dibattito con la città, senza ascolto, in modo del tutto autoreferenziale? 


                                     

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