Un progetto degli anni ’60 che per definirlo attuale occorre uno sforzo di fantasia non indifferente. 

Un territorio che andrebbe tutelato come ecosistema e valorizzato per l’eccellenza agroalimentare che potrebbe rappresentare in mano a menti più illuminate. 

Un sistema già visto con la BreBeMi per cui il privato inizia i lavori ma per finirli occorrono fondi pubblici (per poi tentare di farci guadagnare di nuovo il privato concessionario con le tariffe a chilometro più alte in Italia).

Nessuna reale utilità globale né locale e addirittura un danno strategico per Vigevano perché spegne ogni possibilità di ottenere collegamenti razionali con la grande viabilità. 
Il Polo Logistico di Mortara, utilizzato come scusa, stanti le direttrici dei propri flussi necessiterebbe semplicemente di una connessione con Stroppiana per agganciare la viabilità nord-sud.

In pratica un’opera che servirebbe a far lavorare per 4-5 anni le imprese di ANCE (con la stessa “vision” che ha già distrutto il settore immobiliare cittadino) e a dar “lustro” (secondo vecchie mentalità da paese”) a qualche sindaco. 

Passati i sindaci e passati i 5 anni ANCE tornerà a piangere mentre lo scempio sarà ormai compiuto con la connivenza di una silente politica locale.


(immagine tratta da l’Informatore Vigevanese)