Giovedì 9 febbraio il Polo Laico ha incontrato il Sindaco Andrea Sala per consegnare il dossier “Vigevano prima di tutto”. Il primo punto conteneva la richiesta di portare in consiglio comunale la delibera di indizione del referendum sull’adesione alla Città Metropolitana di Milano.

Il
gioco dei partiti politici provinciali, regionali era già allora chiaro: rinviare, congelare, sopire.
La mancanza di iniziativa di molte forze politiche cittadine era altrettanto evidente: quieta non movere et mota quietare.


Come abbiamo scritto e ribadiamo, per noi del
Polo Laico il referendum resta ora l’unico strumento a disposizione dei cittadini per liberarsi dei giochi delle segreterie cittadine, provinciali e regionali di tutti i partiti che hanno sempre considerato e ancora considerano Vigevano serbatoio di voti.

Dare la parola alla città vuol dire consentire ai vigevanesi di provare a riscrivere una nuova storia in prima persona, pensando non agli interessi dell’oggi ma al futuro delle nuove generazioni.

Il Sindaco era sicuro che il referendum non sarebbe servito e che i pareri di CM e Regione sarebbero stati positivi grazie alla sua “strategia” politica. Prendiamo atto dopo l’ennesimo schiaffo ricevuto da Vigevano con il congelamento dell’adesione, che OGGI il Sindaco indica  tale strumento consultivo come unica soluzione da intraprendere.

Fa piacere che oggi faccia proprio il ragionamento politico e la proposta del
Polo Laico tanto da pensare che forse potrebbe ascoltarci un po’ più spesso. Siamo contenti che abbia cambiato idea.

Questa volta però, caro Andrea, NON BASTA: non puoi cavartela senza pagar dazio. Per questo ti chiediamo:

1. di
chiedere scusa alla città e ai vigevanesi dicendo con onestà: “Scusate ho sbagliato”. Tutti noi vigevanesi apprezzeremo.
2. Prima di indire il referendum dimostra con ATTI e non con parole il
progetto che Vigevano intende realizzare per aderire alla Città Metropolitana.
3. Metti in campo un
team dedicato per sviluppare accordi, intese, iniziative con l’Abbiatense e Città Metropolitana, come consente il regolamento alle città confinanti che non fanno parte di CM.
4.
Taglia i legami con Pavia su tutti i fronti, progettuali (vedi Castello e soprattutto Fondazione Castello, sviluppo economico legato a Pavia 2020). Ferma la “svendita” di
immobili strategici.
5.
Chiama a raccolta Politecnico di Milano, enti di ricerca, poli tecnologici dell’area milanese, fondazioni private, avvalendoti anche di una professionalità come quella del professor Carlo Alberto Carnevale Maffè, vigevanese.
6. Coinvolgi in questa progettualità i
comuni lomellini che vogliono partecipare.

La città ha bisogno di ATTI, ha bisogno di vedere
che il suo primo cittadino cambia strada e lavora con i vigevanesi e non con le segreterie dei partiti.

Dopodiché, indici finalmente il referendum.