È lo scontro di due filosofie incompatibili tra loro. Da una parte noi che riteniamo che una città ben amministrata debba avere un suo piano strategico e debba adoperarsi per portarlo a compimento principalmente valorizzando al massimo i propri patrimoni. Dall’altra invece c’è un’ Amministrazione che ritiene Piazza Ducale e il Castello i palcoscenici privilegiati per sagre della salamella e concessionari d’auto.

Noi non ce l’abbiamo né con i bikers né con i concessionari ma riteniamo che il nostro centro storico abbia potenzialmente una valenza europea in termini turistici e in quanto tale vada tutelato. Abbiamo quindi ritenuto doveroso procedere con una segnalazione all’autorità competente, la Soprintendenza dei beni culturali, chiedendo un loro intervento. Abbiamo inviato alla mail sabap-co-lc@beniculturali.it  all’attenzione del Soprintendente Luca Rinaldi, un appello che chiediamo ai vigevanesi, ai partiti e alle associazioni di condividere per arrivare a una nuova progettazione concertata sul territorio per l’utilizzo dei grandi spaziarchitettonici del centro storico.

Nei giorni scorsi peraltro proprio in questa ottica, abbiamo proposto
Per finire, gli esempi di piccole città come Mantova o Matera sono lì solo da copiare: condivisione sul territorio della consapevolezza delle proprie ricchezze, sviluppo di sistemi finalizzati alla loro valorizzazione, programma di eventi di alto profilo. 

Il
Polo Laico dice basta a progettualità nate nel chiuso di due uffici e legate alla quantità più che alla qualità. Quello che serve a Vigevano è un turismo che può spendere. Il turista che va ricercato non viene attratto da queste sagre ma dalla bellezza dei luoghi, dalla cura, dalla pulizia e dalla varietà dell’offerta. La città si deve organizzare per attrarre questo tipo di turista che esiste, e in parte già arriva in città ma che poi non è messo in condizione nemmeno di scattare una foto al monumento per il quale si è messo in auto.

Nell’immagine: lo splendore di Piazza Ducale libera da auto e furgoni