In risposta a un nostro commento informale finito inopinatamente in un articolo di giornale (che comunque nel suo significato confermiamo) il PD ha prodotto un comunicato ufficiale che dimostra un’ansia di controllo, che altro non è se non paura di vedere il proprio schema elettorale messo in un angolo.

Il problema non sono simpatie o antipatie. Il problema è anche banale: dall’inizio il PD cerca nelle civiche dei semplici procacciatori di voti, mentre le civiche vogliono provare a imporsi come riferimento per tutti quei cittadini che dei partiti non si fidano più, troppe volte traditi sull’altare delle segreterie provinciali o regionali e di decisioni prese lontano da Vigevano e dai suoi interessi.

Chi non capisce questo punto può evitare di proseguire la lettura perché evidentemente troppo distaccato dalla realtà cittadina.

Il resoconto, sostanzialmente vero ma lacunoso, diffuso dal PD locale, nella descrizione dimentica “opportunisticamente” (eh sì…) alcuni punti fondamentali. Ad esempio non si dice che, sin dall’inizio, a fronte di una condivisione di massima di temi e argomenti progettuali, il progetto “Città ideale” prevedeva un candidato Sindaco indicato dal PD senza discussione preventiva. Da subito però quell’autocandidatura si dimostrò un ostacolo enorme nel tentativo di coinvolgere molte delle forze civiche o politiche attive in città. Per questo, il Polo Laico, stabilito dopo circa un anno che il progetto non stava portando ai risultati sperati, comunicò al PD che avrebbe cercato di approcciare altre forze civiche in maniera autonoma. Questo avveniva nella sede del PD più o meno un anno fa. Non fu solo l’autocandidatura a frenare, ci si trovava anche nel periodo di peggior appeal del PD a livello nazionale e molti interlocutori reagivano come descritto dagli estensori del comunicato in questione e cioè come se il PD fosse “appestato”. Per noi però il PD continua a rappresentare un riferimento non escludibile dai ragionamenti di chi stesse pensando di provare a battere la coalizione delle destre. Secondo la nostra visione però, non sta al PD dettare l’agenda, per il semplice motivo che la città sembra cercare altro e che i numeri del PD da solo, localmente, non bastano a giustificare questo credito.

Questo è sempre stato dall’inizio il pensiero, pubblico, del Polo Laico, non sempre armonico con le visioni di altri raggruppamenti. Fra parentesi aggiungiamo che l’attuale momento politico nazionale sembra essere più favorevole al coinvolgimento di altri gruppi, con i quali esiste concordanza di visione su alcuni punti, quali il Movimento 5 Stelle.

Ancora di recente abbiamo ribadito agli esponenti del PD quanto detto sopra, esplicitando a chiare lettere come l’autocandidatura fosse un limite che andava superato e ottenendo in risposta “un passo di lato”. Al termine di quella riunione si confermò l’impegno preso a risentirci prima del rush finale per le opportune valutazioni.

Le questioni aperte restano dunque, da una parte la condivisione dello schema, che le civiche come detto in apertura, vedono ribaltato rispetto a quanto immaginato dal PD e dall’altra però, anche la capacità delle stesse civiche di strutturarsi, di trovare riscontro reale sul territorio e di proporre alla discussione e alla condivisione un candidato sindaco scelto dalla città e non imposto dalle segreterie di partito. Un impresa difficile, faticosa e per la quale non può essere perso altro tempo.

Quindi, fintantoché da una parte i passi saranno di lato anziché indietro mentre dall’altra non si abbandoneranno le spinte di autoincensazione, difficilmente si troverà la chiave per riuscire ad affrontare con responsabilità i problemi enormi che porterà una campagna elettorale contro una fazione opposta che troverà, al solito, una veloce sintesi grazie alle metodiche politiche in uso da decenni.

Quindi, trovatici per caso a dare il via a questa discussione, invitiamo ora tutti gli attori a riprendere, con nuova e pubblica consapevolezza, il duro lavoro che ci aspetta per conquistare la fiducia dei vigevanesi.

Il Polo Laico da parte sua parteciperà, attivamente come sempre, ma soltanto a progetti inclusivi e finalizzati a fornire agli elettori un programma condiviso di crescita e partecipazione.

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