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Non temere i cambiamenti, fanne parte. CAMBIA VIGEVANO

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CINQUE ANNI FA…

Cinque anni fa parlavamo di una città addormentata. Oggi, chi ci rientra la descrive triste e senza appeal. Spenta. Questo è stato il risultato della seconda amministrazione Sala, una Amministrazione che forte del sostegno “bulgaro”, come si diceva una volta, aveva tutte le carte in regola per ribaltare la città, farla uscire dal torpore. Invece abbiamo assistito al fallimento di politiche mirate solo al mantenimento del consenso elettorale: un “do ut des” utile a rinforzare il proprio partito ma certo non far crescere una città immobile.

Nessun intervento concreto sulle connessioni, pur utilizzate come vessillo in epoca elettorale, nessuno sul sostengo sociale a giovani e anziani, nessun successo sul tema sicurezza, dal momento che il poco che accadeva prima, nonostante i proclami, accade ancora oggi. Solo piccoli passi sono stati compiuti in direzione turistica dove ancora le cose accadono perlopiù per caso, con scarso coordinamento strategico. Nemmeno sul loro terreno preferito, data la semplicità e la facile presa sull’elettorato, e cioè l’asfaltatura delle strade questa volta sono riusciti a stupirci, anzi. Spesso ci sembra di essere trasportati da un’automobile guidata da autisti incapaci. Allora sta a noi togliere loro le chiavi e tornare finalmente insieme a pensare ad una città accogliente, che condivida, che assegni posti chiave a persone preparate, che desideri trattenere i suoi giovani con politiche mirate sul lavoro e sull’abitazione, una città che si occupi dei suoi anziani, sostenendoli sempre, soprattutto quando ancora attivi e possono rappresentare una risorsa di cultura ed esperienza. Una città solare, dove le cose non si decidano più nel chiuso di pochi uffici bensì all’aperto, facendo partecipare i cittadini, che diventi guida per un territorio unico attorno alla grande metropoli che rappresenta il motore del Paese, una città cerniera, di interessi e di territori, laboratorio per nuove modalità di condivisione dei progetti.

Sulla guida delle indicazioni che ci vengono dal progetto ONU Agenda 2030, dobbiamo ricreare una città che ascolti, una città verde, a misura di pedone e di bambino, che si muova a ricercare finanziamenti europei per le sue idee, attrattiva per aziende e persone, attenta a preservare il suo tessuto connettivo commerciale togliendo spazio ai grandi centri che stanno scomparendo ovunque nel mondo, tranne che qui. Una città che salvaguardi le sue eccellenze, mettendole in condizione di formare le nuove generazioni e di tramandare le capacità universalmente riconosciute di settori come la calzatura di alta qualità e le macchine per la produzione, che torni ad essere fiera di sé stessa e marchio vincente in settori diversi, ciascuno egualmente importante.

Questa Vigevano risorta va progettata adesso, assieme. Il nostro progetto va oltre le prossime, vicinissime, elezioni comunali e deve rappresentare una rivoluzione culturale per Vigevano, abituata da troppo tempo a subire inefficacia e incapacità. I cittadini devono tornare ad occuparsi di lei, in maniera diffusa, i giovani devono iniziare a sentirla loro, perché Vigevano torni ad essere un luogo dove voler stare.

VIGEVANO E IL DOPO COVID    

La pandemia da Coronavirus che ha sconvolto il nostro Paese in questi mesi, non potrà che avere riflessi anche sulla vita sociale ed economica e di conseguenza sulle scelte politiche. Molte cose cambieranno, a partire, sperabilmente, dall’arrivo di finanziamenti da parte del Governo centrale e dall’Unione Europea. L’autunno infatti si prospetta difficile per una economia in sofferenza come la nostra e saper intercettare questi fondi e reinvestirli con profitto sarà una sfida fondamentale per Vigevano.

Dopo decenni di mancanza, va definita una identità, da raggiungere attraverso una seria strategia di rilancio che oltre a comprendere la tutela delle attività produttive esistenti, oltre a osservare maggiore attenzione alle fasce sociali più delicate, renda Vigevano appetibile per i cittadini e aziende che da Milano si prevede dovranno cercare una collocazione esterna, a causa delle trasformazioni del sistema produttivo e dei servizi innescato dalla pandemia Covid-19.


COME CAMBIARE VIGEVANO

Per innalzare il livello economico della città dobbiamo aumentare il numero di cittadini che vorranno viverci e il numero di aziende che si fideranno del nostro sistema a supporto della loro produttività. Oltre a ciò, dovremo tutelare il commercio, in particolare quello più piccolo, di vicinato, incentivandolo con azioni di agevolazione fiscale e sui plateatici oltre che sostenendo l’auspicabile aumento di richiesta legato a un piano pluriennale di investimento turistico. Ci concentreremo sul miglioramento dell’offerta di servizi ai cittadini con particolare riguardo alle fasce deboli, ai giovani per convincerli a restare a vivere e a produrre a Vigevano, passando anche attraverso la creazione di una sede universitaria e con agevolazioni alle start up.

Ogni progetto serio ha bisogno di tempo per vedere il suo compimento. Noi pensiamo che avendo ben in mente dove vogliamo andare, saranno necessari 10 anni per arrivarci anche se alcuni investimenti e alcune modifiche partiranno subito.

CAMBIARE CON QUALI RISORSE?

Un progetto ambizioso come quello di cambiare completamente una città,  ha bisogno del sostegno degli investimenti pubblici, senza il quale sarà impossibile mettersi in moto. Solo a fronte di una progettualità ben definita dall’Amministrazione e con la sua capacità a sostenerla sarà possibile condividerla e ottenere la collaborazione di Enti e privati. Riteniamo ragionevole pensare di trovare i fondi per cambiare Vigevano attraverso una maggior attenzione, sistematica e professionale, fra quelli forniti attraverso i bandi europei, ma soprattutto attraverso la cessione di una importante, ancorché minoritaria, quota di ASM. Una scelta storica, che potrebbe portare numerosi benefici alla città.

LA “STRADA” DA MILANO A VIGEVANO

Una delle prime necessità sarà proprio ricreare una città che diventi appetibile per chi viene da fuori, facendo leva su quel “vivere bene” che ha tutte le possibilità di proporre, a maggior ragione in un momento in cui la stessa Milano, in tempo di smart working va ripensandosi e progetta di spostare cittadini e aziende al di fuori del suo perimetro per elevare la qualità della vita di tutti: questo rende possibile pensare ad esempio a un rilancio delle nostre aree dismesse, attraverso un serio piano di marketing industriale. Quella del lavoro a distanza però sarà molto di più, rappresentando nel tempo una vera e propria rivoluzione che ci obbligherà-  lo sta già facendo- a ripensare tutti i nostri modelli e priorità. Ciò che fino a ieri sembrava ineluttabile non lo sarà più, le comunicazioni cambieranno, ambiente ed ecologia se ne avvantaggeranno e la qualità della vita sarà sempre più importante anche come benefit da offrire ai propri dipendenti. Vigevano è in una posizione privilegiata per approfittarne, ma deve organizzarsi già da oggi.

I cardini sui quali lavorare dunque sono:

  • Creazione di una città attrattiva, dove vivere bene, culturalmente e turisticamente avanzata, connessa.
  • Sostegno a un sistema produttivo di alta qualità e marketing industriale per incentivare l’arrivo di nuove aziende sostenibili.
  • Riscoperta di una città solidale, attenta alle esigenze di tutti i cittadini, con particolare attenzione alle fasce più deboli

Quelle che seguono, suddivise in categorie tematiche, sono le nostre proposte emerse studiando la situazione cittadina, parlando con chi in città vive e opera e prendendo esempio anche da altre realtà più virtuose della nostra che hanno già affrontato e risolto almeno in parte, molti dei problemi che noi ci troviamo ancora oggi a dover superare.

Città e territorio

Ragionare in termini di territorio è necessario per lo sviluppo. Un territorio, di cui Vigevano è sempre stata priva, va costruito attraverso progetti condivisi a livello pubblico e privato e l’Amministrazione deve indicare le necessità e facilitare gli interventi che riguardino il turismo, l’agricoltura, l’enogastronomia, la sicurezza. Vigevano è una città cerniera di territori: Milano, Pavia, Vercelli e Novara, Lombardia e Piemonte. Il ruolo della nostra città è ben definito per chi ha occhi e capacità per vedere. I confini sono barriere mentali che dobbiamo imparare ad aggirare.

Confindustria Piemonte nel suo “paper”  da l’esempio e traccia la strada sul turismo post Covid individuando un territorio ben definito da valorizzare e fra le città è presente Vigevano, nella quale credono forse più gli altri che gli stessi vigevanesi.

Commercio e Turismo

Se qualcosa il Covid 2019 ci ha fatto riscoprire durante il lungo periodo di quarantena, è stata l’importanza dei negozi di quartiere. Va rafforzata la presenza dei negozi di vicinato con la loro funzione sociale e politiche di tutela di queste attività appaiono necessarie e fondamentali sotto diversi aspetti. I negozi di vicinato infatti contribuiscono a creare quella rete sociale che offre sostegno nei momenti critici, offre sicurezza popolando le strade e può offrire servizi diversificati alla persona (es. portierato di quartiere), soprattutto se anziane.

Modifica orari apertura, piano parcheggi, piano marketing, corsi di formazione, di consulenza e indirizzo, rivalutazione costi e regole dei plateatici, facilitazioni per le riaperture e ostacoli ad aperture di altri centri commerciali. Diverse possono essere le proposte, tese ad evitare la chiusura delle piccole attività. Vanno previste riunioni mensili fra Comune e Associazioni di categoria, vanno pensati, sulla scia di quanto accaduto in altre città italiane, patti condivisi con i piccoli negozianti e norme sulle medie strutture di vendita con tassazione differenziata a seconda del loro impatto previsto sul commercio cittadino. Va incentivato il riuso di negozi sfitti con la creazione di un gruppo di lavoro con agenzie immobiliari e proprietari e si può pensare a tante piccole iniziative rese possibili da un fondo per il piccolo commercio appositamente creato e sostenuto proprio dalla tassazione sopra descritta. Inoltre, esperienze di altre città quali Siena o Pesaro insegnano che agevolare l’insediamento di attività è possibile attraverso esenzioni temporanee da TARI, TOSAP e imposte di affissione: spesse volte per risolvere i problemi è sufficiente aprire le finestre e guardare cosa accade fuori dalla nostra stanza.

Mercato comunale: prevediamo una profonda rivisitazione anche in senso turistico. Il mercato attuale ha perso molte delle sue caratteristiche storiche, inoltre è fonte di traffico, inquinamento, degrado: va integralmente ridisegnato per renderlo, utile, efficiente, pulito, ordinato, attraente e non ultimo, sicuro, come avviene in molte città europee. L’adiacente struttura dell’Ex Macello sarà interessata da un recupero strutturale e di funzione correlata all’area mercatale per essere trasformata in mercato permanente con produttori locali, spazi dedicati alla socialità (svago, somministrazione etc.) e “store” per la diffusione delle specialità e della cultura enogastronomica lomellina. Questo rappresenta un primo passo nella valorizzazione dei sistemi agroalimentari locali: oltre alla rivisitazione del mercato locale, farmers’ market, fattorie didattiche, marchio, ristorazione istituzionale appaiono tutti come argomenti quasi mai trattati in Città e che invece, se sviluppati, potrebbero contribuire alla crescita, sia in termini di salute che in termini economici e di impiego, configurandosi anche come un argomento centrale nei rapporti con la Lomellina. Tutto questo potrebbe assumere i caratteri dell’intervento strutturale sulla città decidendo di intervenire su un’area strategica come quella della Fiera, partendo come detto dall’ex Macello e passando per l’ampliamento del Parco Parri e altri interventi che vi descriveremo alla fine di questo documento.

(Disegni di Lino Portalupi)

A cavallo fra commercio e turismo si inserisce la tutela di Piazza Ducale e della ZTL: ripensare a permessi, accessi, a tickets, è fondamentale per salvaguardare una delle principali risorse economiche della città. Le grandi città viaggiano ormai spedite verso politiche di esclusione delle auto con sostegno alla mobilità condivisa. Il Centro Storico, nella nostra visione cuore economico e propulsivo della Città, deve trasformarsi in una sorta di centro commerciale a misura d’uomo, dove le bellezze architettoniche esistenti e originali controbilanciano la non ottimale accessibilità dall’esterno. Quindi, vanno progettati un nuovo piano parcheggi e un piano traffico per evitare l’attraversamento cittadino per mezzo delle strade del centro, mediante la creazione di accessi a settore; sistemi di esclusione delle auto dalle zone di maggior pregio attraverso l’utilizzo delle telecamere e di piloncini a scomparsa e sistemazione delle altre vie con corsia ridotta e marciapiede rialzato ed allargato serviranno a migliorare la sicurezza, ridurre il traffico e a facilitare gli acquisti. L’ arredo urbano dovrà essere uniforme, utile e possibilmente condiviso dai cittadini. La Galleria di Arte Urbana diffusa in collaborazione con architetti, artisti e writers, locali e non, magari impegnati in un contest annuale era e resta una delle nostre idee per recuperare le zone degradate del Centro Storico (es. Vicolo De Roveti / Terraggi) e delle periferie, ad esempio la Brughiera.


Una delle critiche più frequenti che il turista rivolge alla nostra Città è quella che il tutto si limiti a Piazza Ducale. Non è così, o perlomeno potrebbe non esserlo, come ben sanno i vigevanesi che conoscono e amano Vigevano. Aree quali quella Mulini-Carrobbio-Riberia-Terraggi e il parchetto di via della Costa vanno sottratte a una situazione di degrado e riconsegnate alla città come ideale collegamento fra Piazza-Castello e l’area ex Tribunale-Mercato.

Per il turismo, occorre un piano organizzativo dell’offerta e del suo marketing, condiviso con il territorio, per superare quel “turismo del gelato” al quale solo, finora, ha mirato l’Amministrazione uscente. E’ necessario coinvolgere e trascinare la Lomellina su un piano più alto, sfruttando anche la contiguità con Milano e Malpensa. Per farlo però occorre professionalità per ricercare il turista con investimenti mirati, creare circuiti o sostenerne di esistenti coinvolgendo le amministrazioni del territorio e i privati, unendo le risorse. Fondamentale è la creazione di una rete territoriale di offerta: ripensare allo sfruttamento turistico del Parco del Ticino, in modo sostenibile, alla rivalutazione della Via Francigena, al circuito dei Castelli della Lomellina è solo l’esempio di ciò che un territorio coeso può sviluppare. L’esempio da seguire questa volta può essere rappresentato dalla Città di Omegna che, attraverso un masterplan del turismo ben costruito e condiviso realizzato nel 2019 sta ottenendo un marchio spendibile anche oltre i confini nazionali, identificando i punti di forza, le aree di miglioramento e  disegnando un piano di sviluppo di marketing e promozione con una prospettiva medio-lunga. La valenza turistica della nostra città è anche testimoniata dalle linee guida prodotte da Confindustria Piemonte (vedi sopra) sulle aree da valorizzare nel post Covid.

Altri interventi riguardano il coinvolgimento degli studenti nell’accoglienza turistica attraverso un progetto di collaborazione con le scuole superiori (“Volontari del Turismo”) che, oltre a interessare gli studenti ambisca a esercitare un ruolo di crescita culturale della cittadinanza attraverso il coinvolgimento delle famiglie. Si creerebbe così un circolo virtuoso destinato ad aumentare fra i cittadini la sensibilità per il nostro patrimonio artistico combattendo il degrado civico e culturale. Necessario infine, sarà anche mettere mano ad un progetto di illuminazione monumentale della Città che è ormai un valore aggiunto irrinunciabile così come l’ottimizzazione degli orari di apertura del Castello e dei musei in ottica turistica.

Attività culturali, Scuola, Sport

Vigevano Capitale italiana della cultura. È possibile? L’iniziativa dell’Amministrazione uscente, è apparsa più che altro uno specchio per le allodole all’inizio della campagna elettorale. Detto questo però, il Polo Laico non può che auspicare che la proposta possa almeno fornire l’occasione per parlare da qui in avanti in maniera più seria e articolata di grandi progetti, di grandi eventi ai quali Vigevano deve imparare ad accostarsi, avendo molte qualità fra quelle che necessitano per riuscire in imprese di questo livello. Si tratta di imparare con umiltà da chi ce l’ha fatta a valorizzare prima, e a presentare poi in maniera vincente le proprie peculiarità e infine di imparare a lavorare tutti assieme per il successo di un progetto condiviso. Per questo l’impegno preso con il bando per la Capitale Italiana della Cultura 2021, ora posticipato al 2022, dovrà essere il momento iniziale per lo sviluppo di una Città-Polo Culturale che possa crescere attraverso un percorso credibile, continuativo, attrattivo. Due punti fermi di questo progetto sui quali andranno certamente fatti investimenti crescenti sono la “Settimana Letteraria” e il “Festival delle Trasformazioni”, eventi che, pur in carenza di risorse, hanno già dato prova di richiamare pubblico. Ma la cultura in città non si esaurisce con eventi di richiamo: come una pianta deve essere alimentata e allora ecco l’idea di creare un grande e poliedrico contenitore di attività artistico-culturali che coinvolgano la Città, in particolare nelle sue fasce più giovani coinvolgendo fondazioni, associazioni e privati. Un modo di “fare” cultura, che già ha dato risultati altrove. La sede, come leggerete più avanti, potrebbe essere ricavata a Palazzo Esposizioni, sempre nell’ottica di quel recupero dell’area Fiera di cui abbiamo accennato sopra. Il Teatro Cagnoni rappresenta a sua volta un importante polo culturale ma ha costi elevati di gestione che potrebbero essere ridotti o resi più produttivi cambiando l’ottica con cui si guarda al Teatro. Occorre infatti farlo non più come si guarda ad una chiesa o a un mausoleo ma ad una struttura vitale in grado di produrre cultura quotidianamente. Pensiamo di renderlo la “casa” di alcune produzioni teatrali, con accordi con le compagnie per la messa in scena delle anteprime. A tutto ciò potrebbe far seguito la costituzione di laboratori e altre attività correlate.

Università: da anni un punto di discussione importante in città. Un distaccamento universitario porterebbe a Vigevano l’ossigeno di cui ha tremendamente bisogno, grazie ai giovani e alle idee che circolerebbero. Il sogno vigevanese si è sempre scontrato però con il sostanziale disinteresse della nostra Università di riferimento storico e cioè Pavia. Lo si è visto anche in occasione della vicenda del corso di Scienze Infermieristiche, quando la sede di Vigevano pareva dover essere la prima ad essere chiusa. Vanno quindi aperti nuovi canali con altre sedi universitarie. Le strutture non mancano e il Comune con i proventi ottenuti dalla cessione di quote di ASM avrebbe la possibilità di divenire un interlocutore interessante. L’esempio può arrivare da vicino: a Lodi si è prima sviluppato uno dei poli di ricerca nel campo dell’agroalimentare e della zootecnia più importanti d’Italia (Parco Tecnologico Padano) accanto al quale l’Università Statale di Milano ha trasferito l’intera Facoltà di Medicina Veterinaria.

Anche per Vigevano occorre definire un polo di ricerca, ad esempio nella tecnologia applicata alla valorizzazione dei beni culturali (dai restauri col laser alla rilevazione con i droni, a prodotti interattivi per musei e luoghi d’arte, all’infotainment). Gli spazi del Castello e il vicino Tribunale, si prestano come sede all’interno della quale incentivare il trasferimento da parte delle Università dei citati corsi di valorizzazione dei beni culturali, di design legato alla cultura, etc. Al polo di ricerca si assocerebbero poi le start up di filiera, incentivate come descritto nel capitolo successivo e ospitate presso gli stessi spazi qui indicati.

Scuola: sicurezza, lotta alla droga, al bullismo sono le priorità per noi, così come educare i giovani ad approcciarsi correttamente ai servizi della città e alla sua conoscenza. Quindi collaborazione con Rete Cultura e Rete Salute per l’organizzazione di incontri ed iniziative sui temi. Questa apertura non si limiterà ai temi appena citati ma si allargherà anche ad eventi culturali e dovrà essere sollecitata e incentivata dall’Amministrazione in modo che tutti i cittadini possano usufruirne. La stessa incentivazione alla “presa di conoscenza” verso la città e alla sua impronta turistica sarà sviluppata attraverso il progetto “Volontari del Turismo” del quale abbiamo accennato.

Sport: un miglior coordinamento delle attività delle Associazioni sportive, spesso viene descritto come non ottimale, può essere ottenuto attraverso la creazione di una Cittadella dello Sport, una sede unica dove le Associazioni possano integrarsi, cooperare e risparmiare sulle spese di gestione. Primario interesse dell’Amministrazione sarà anche la diffusione e il sostegno della pratica sportiva fra le persone con disabilità, attraverso progetti mirati. Infine, lo sport deve essere realmente accessibile anche economicamente a tutti: occorre ritornare a pensare a percorsi cammino, percorsi salute e a realizzare campi sportivi all’aperto, nei parchi (in particolare il Parri, con il progetto di raddoppio che proponiamo e il nuovo parco sportivo presso il parcheggio di Via Trivulzio anch’esso previsto nel progetto citato). Il Progetto Città del cammino, già avviato dal Pool Vigevano Sport, va sostenuto con la creazione di nuovi percorsi attraverso la riorganizzazione sistematica dei circuiti già di fatto utilizzati dai cittadini.

Industria e agricoltura

Oltre al pluricitato tema delle infrastrutture e delle connessioni, per l’industria il mantenimento dell’alta qualità non può prescindere dalla creazione di un sistema di formazione di livello internazionale al quale le aziende concorrerebbero e del quale l’Amministrazione si deve assumere il ruolo di facilitatrice. La creazione di una vera e propria Agenzia Impresa e Formazione con “governance” partecipata dal Comune, dalle Associazioni di categoria, da istituzioni e dalle aziende che sono poi le beneficiarie di questo progetto permetterebbe di formare nuove capacità fra i giovani o elevarne di presenti fra gli adulti in modo da ampliare la possibilità di accesso alle offerte lavorative. E’ poi indubitabile, come abbiamo già accennato in apertura, che lo  smart working rappresenterà una parte sempre più importante fra le modalità lavorative: Vigevano deve essere in prima fila per cogliere le occasioni che si creeranno. Ad esempio, dal momento che Milano sembra avere la necessità di alleggerirsi di cittadini ed imprese, diventa imperativo provare ad offrirsi sul mercato degli insediamenti industriali sostenibili, puntando alla valorizzazione delle aree dismesse, alla semplificazione, alla detassazione, alle reti e al well living per il personale. Il passo di inizio può essere individuato nell’incentivazione delle  start up (prevalentemente, ma non solo, legate al polo di ricerca descritto nel paragrafo dedicato all’Università) attraverso un sistema di defiscalizzazione e di ospitalità inizialmente gratuita, in sedi che possono essere individuate in uno dei numerosi contenitori non o poco utilizzati della Città.

ASM

Su questo punto va proposta una valutazione scevra da condizionamenti sull’attualità e sull’opportunità per un Comune come il nostro di mantenere questo tipo di partecipazione. Le partecipate, in virtù di scenari legislativi ed economici futuri, potrebbero avere prospettive nebulose tali da imporne la dismissione da parte delle Amministrazioni. Il rischio è quello di arrivare al momento decisivo con una azienda che ha perso il valore che invece oggi mantiene sul mercato, facendo sfumare l’opportunità per la città di reperire notevoli risorse da impiegare per il proprio rilancio. Attualmente le aziende municipalizzate vengono spesso utilizzate come una sorta di bancomat per sostenere il bilancio comunale. La cessione di parte dell’azienda renderebbe disponibili le risorse necessarie agli interventi che proponiamo, e allo stesso tempo renderebbe più semplice per l’Amministrazione il reperimento di ulteriore sostegno economico su di essi, da parte di investitori privati. Da considerare anche la possibilità di portare in città quello che verosimilmente non potrà che essere un grosso gruppo finanziario, con immaginabile facilitazione per ulteriori investimenti su altre iniziative. Infine, in pancia ad ASM Isa stanno 7 milioni di euro: assicurare che il loro utilizzo sia funzionale a operazioni di investimento e rilancio dell’azienda e della città e non sperperato per ottenere consenso politico o utilizzato in spese correnti è obbligatorio per chiunque si trovi a amministrarli.

Olimpiadi 2026

Ora o mai più. Passa un altro treno e non possiamo perdere anche questo dopo la figuraccia di Expo 2015. Un argomento che Vigevano non può permettersi di abbandonare per la sua importanza strategica. Occorre strutturare fin da ora un comitato che si occupi di impostare le relazioni con Milano e con gli enti organizzatori, fornendo la disponibilità di strutture e un calendario di eventi collaterali, finalizzati a ricevere e ospitare, atleti, sostenitori etc.

Riuso urbano & periferie

L’utilizzo dei contenitori pubblici e privati e il recupero urbanistico, sociale e commerciale delle periferie. In questo contesto oltre a rafforzare il “No” al consumo ulteriore di suolo con incentivazioni a favore del riuso del dismesso, si dovrebbe discutere anche di bilancio partecipato, per favorire il dibattito su questi temi fra la cittadinanza, e del problema della capacità di utilizzare i bandi europei. Sui grandi contenitori pubblici (Colombarone, Castello, Macello, Tribunale, vecchie carceri etc), occorre iniziare una discussione sulle destinazioni d’uso coinvolgendo le Università. Sulle periferie, in molte zone il tessuto sociale spesso si è disgregato, talvolta mancano i servizi e anche i luoghi appaiono oggettivamente “brutti”, con quel che ne consegue sul piano della qualità della vita ma anche del coinvolgimento sociale degli abitanti. E’ importante una profonda rivalutazione del problema che deve riprendere centralità nella discussione: in questo documento trovate alcune idee che vanno proprio in questo senso (portierato di quartiere, badantato di condominio, arte urbana etc).

Reti infrastrutturali

Il Progetto Vigevano Smart city, oltre a impiegare secoli per giungere a compimento, appare già datato. Se la città vuole diventare appetibile per le aziende deve cominciare ora a programmare ulteriori passi avanti. Vigevano infatti è nella realtà, una città ancora poco servita. Ad esempio l’infrastruttura strategica Open Fiber creata per portare in tutte le case la connessione veloce a banda ultralarga in fibra ottica (FTTH), non è ancora presente. L’esistente parla di fibra a velocità medio-bassa a causa dell’ultimo tratto ancora spesso rappresentato da cavi in rame. Tutto questo può anche essere tollerabile da un utente privato ma le aziende hanno bisogno di scambiare ingenti volumi di dati in brevissimo tempo. Il Comune deve esercitare azione di lobby per ottenere la considerazione che una città ad ancora ampia vocazione produttiva merita, anche in considerazione del fatto che la capacità contrattuale su altre connessioni (strade-ferrovie) è storicamente ridotta. Sulle connessioni stradali, in un mondo ideale dove le infrastrutture fossero già presenti, sostenibili e funzionali, non avremmo alcuna difficoltà, come fanno ad esempio i paesi della prima cintura milanese, a schierarci per un secco no a ogni proposta di modificare l’esistente. Ma Vigevano è oggi, 2020, priva delle connessioni minime per esercitare tale scelta. Anche il futuro minor utilizzo dei mezzi, legato all’aumento della quota di lavoro a distanza non inciderà sulle necessità del trasporto merci, fondamentale per le aziende locali. L’intervento attualmente proposto, che solo strumentalmente viene definito una superstrada e che si risolve invece nel semplice adeguamento dell’esistente, ci porta a supportare il progetto già approvato e finanziato della Vigevano-Malpensa. Vigevano non ha più tempo ed è necessario completare quell’asset minimo di connessioni che permetta alla città di espandersi. Sulle connessioni ferroviarie, invece, la città deve battersi per ottenere investimenti continui nell’ammodernamento della tratta e investimenti (raddoppio compreso) finalizzati allo spostamento del capolinea della S9 da Albairate a Vigevano, un passo storico che rivoluzionerebbe la storia dei nostri trasporti verso la metropoli.

Ecologia, emissioni, mobilità, viabilità

Viviamo in una delle zone più contaminate della Lombardia. Da questa osservazione discendono dogmi irrinunciabili quali la lotta senza quartiere alle ecomafie e il NO deciso a qualsiasi tipo di insediamento a rischio. Queste devono essere le linee guida fondanti per la nuova Amministrazione. Stabilito ciò, occorre fare in modo che siano ben chiare le fonti energetiche dalle quali attingere per il futuro e la loro sostenibilità ambientale. Ad esempio, potrebbe essere ripreso il discorso sull’approvvigionamento energetico della Città. Un impianto di cogenerazione, ad esempio, potrebbe produrre risparmi economici fino a circa 15 milioni di Euro ed energetici e ambientali di circa il 25% rispetto al sistema attuale ma tante altre potrebbero essere le proposte, una volta chiariti, come detto sopra, i presupposti. Pulizia e decoro: sia per motivi di civiltà che per motivi di interesse turistico, deve essere previsto e mantenuto un piano particolare che consenta di portare il nostro Centro Storico ai livelli delle altre città europee; il Salotto deve tornare a risplendere, ma con esso tutta la città deve divenire consapevole che senza un maggiore senso civico da parte dei cittadini non si riuscirà ad evitare le situazioni di trasandatezza a cui spesso ci capita di assistere. Assessorato alla mobilità: non basta più che una Amministrazione si doti di un responsabile della viabilità. E’ fondamentale che si ampli il concetto all’idea di mobilità, comprendendo in ciò tutte le necessità correlate alle disabilità, alle necessità degli anziani (ad es. buoni-taxi per persone ultra 65enni, sostegno al trasporto effettuato dalle associazioni di volontariato, attenzione agli spazi di sosta in prossimità di luoghi sensibili per la popolazione anziana e disabile). Un occhio di riguardo deve essere dato alle nuove modalità di mobilità condivisa, che impongono scelte non più rinviabili alla luce delle mutate esigenze di sicurezza e delle invece immutate esigenze ecologiche.

Altri provvedimenti tesi a migliorare il nostro ambiente, potranno riguardare progetti quali il recupero delle acque piovane, come avvenuto a Parma, e la promozione di iniziative sul ri-uso di oggetti, materiali, piccoli elettrodomestici. Nulla in realtà è precluso quando l’ottica dell’Amministrazione sia indirizzata a promuovere le buone pratiche di sostenibilità.

Parco Ticino

L’altra grande risorsa non sfruttata dalla Città. Un parco fluviale unico in Lombardia che potrebbe attirare una forma di turismo più moderna, sostenibile. Innanzitutto, occorre rivalutare i rapporti con l’Ente per capire cosa Vigevano può dare in più al Parco e cosa il Parco può fare nell’area di Vigevano per preservare e dare maggior visibilità a un tesoro praticamente nascosto. Un primo esempio potrebbe essere la creazione di una nuova “porta di accesso “al Parco (Brughiera, Sforzesca) con area di orientamento, servizi, ristoro etc. Infine, crediamo che la collaborazione con i “tisinatt” sia indispensabile per la tutela dei luoghi, utilizzando la loro vasta conoscenza e memoria storica per giungere a un maggior controllo e pulizia delle aree.

Verde pubblico

Detto del consumo di suolo, detto dei problemi sulle connessioni, resta anche il fatto che il verde in città è insufficiente, mal tenuto e poco funzionale. Sulla scia di un recente convegno che noi del Polo Laico abbiamo organizzato in Città sulle necessità degli anziani, è emerso anche che più verde e più acqua in città significano minori temperature e maggior comfort e sicurezza proprio per la fascia più debole della popolazione. La sistemazione dei parchi cittadini dovrà prevedere la predisposizione di zone relax riservate sia agli anziani che a coloro che desiderano leggere o studiare. Inoltre, si potrebbe valutare la sistemazione a verde-parco eventi del piazzale della Brughiera, un modo per fornire alla città un nuovo luogo di aggregazione e di recuperare verde in una zona che rischia di essere martoriata da insediamenti commerciali purtroppo già autorizzati (Via El Alamein, Eurospin).

Socio-sanitario

La vecchia sede di Via Bramante è ormai insufficiente e fonte di eccessive spese di manutenzione per il De Rodolfi. Per questo la Giunta aveva  in programma un raddoppio. Pensiamo che su questo argomento si debba avere però una visione più ampia, considerando già da oggi che in un futuro non molto lontano si avrà  necessità di servizi di livello più elevato (Hospice, Villaggio Alzheimer etc.) per i quali vanno ampliate e cercate collaborazioni sul territorio (es. con l’Istituto Golgi di Abbiategrasso e con le Università). Altri spunti che proponiamo sono la facilitazione e il coordinamento da parte dell’Amministrazione di iniziative private sul modello del portierato di quartiere e il badantato di condominio che in alcune situazioni potrebbe addirittura essere immaginato “pubblico” (es. Quartieri o condomini “solidali” in alcune aree di edilizia popolare). Il concetto che ci guida è davvero semplice: portare i servizi sempre più vicini al cittadino. Dove? I bar o comunque attività aperte al pubblico, potranno essere stimolate a divenire moderne portinerie del quartiere, luoghi di incontro fra offerta e richiesta di servizi (falegnameria, guardiania, email etc). Infine, esperienze guida come lo storico Progetto Giunteria del Comune di Vigevano vanno ripresi e ripensati alla luce delle nuove esigenze e possibilità, coinvolgendo gli esperti in un ampio e costruttivo dialogo.
Altro:

  • sportello disabilità ampliato a tutte le fasce d’età con integrazione in tempo reale con i servizi sanitari, coordinamento delle attività e pronta risposta alle esigenze delle famiglie, con ruolo di indirizzo e sostegno; residenze condominiali protette con interventi di assistenza e di servizi alla persona ed alla casa, condivisi e supportati dalle reti sociali di quartiere.
  • osservatorio giovanile per uno sguardo “scientifico” alla situazione cittadina. Questo consentirebbe di ideare progetti di rigenerazione sociale ed educativa di strada per combattere disagio giovanile, droghe, baby gang, etc.

Giovani

Sui giovani, preferiremmo parlassero loro e stiamo studiando iniziative che vadano nel senso di favorirne l’espressione. Chi amministrerà dovrà mettere la facilitazione del loro ascolto fra i punti cardine. Il futuro della città dipende dai giovani e dalla nostra capacità di farli restare a Vigevano: riteniamo che una città più moderna, agile e collegata sia fondamentale per dare ai ragazzi le occasioni per iniziare a sviluppare i loro progetti in città. Non secondaria deve essere l’azione legislativa dell’Amministrazione finalizzata a ridurre il carico fiscale che grava sui giovani al momento dell’inizio delle loro attività, così da favorire la moltiplicazione delle start up, individuate anche a livello nazionale come uno dei cardini della rinascita del Paese. Come detto poco sopra, l’osservazione puntuale e coordinata dei fenomeni giovanili deve portare a contrastarne gli aspetti negativi. La ricerca, l’incentivazione e la collaborazione con operatori privati intenzionati ad aprire in città attività culturali (es. cinema o eventi culturali stagionali, es. Summer Rock in Castello o nella eventuale nuova area in Brughiera) sarà parte importante delle politiche giovanili della nostra proposta. Non ultimo, come accennato riguardo al Progetto Giunteria, sarà riaprire la discussione su modelli di coinvolgimento che in passato avevano dato buoni risultati, che vanno reinventati alla luce delle avvenute mutazioni sociali. Infine, possiamo torniamo a proporre di coinvolgere i ragazzi nel recupero culturale ed edilizio urbano attraverso la street art e nell’attività turistico-commerciale della Città, con la figura del “Volontario del turismo”, già descritta sopra.

Anziani

Il convegno che abbiamo organizzato pochi mesi fa è stato illuminante su quelle che saranno le necessità di una popolazione sempre più anziana ma non sempre priva della sua autosufficienza psicofisica ed economica. Se da un lato c’è da immaginare una città che si occupi della dignità dei più deboli, dall’altro occorre facilitare lo “sfruttamento” positivo delle capacità e delle conoscenze degli anziani. Creare i presupposti perché la transizione delle esperienze fra “vecchi” e “giovani” avvenga, è compito della Amministrazione che dovrà collaborare nell’identificare le necessità e favorire le iniziative (microcomunità, servizi alle imprese, formazione etc.). Oltre a questo, piccoli accorgimenti come la disposizione del verde, dell’acqua e delle panchine nelle strade cittadine, così come l’apertura di nuovi bagni pubblici facilmente accessibili e ben organizzati in ogni quartiere, renderebbero più agevole e sicura la fruizione da parte dei cittadini più deboli, dei servizi offerti dalla città.

Partecipazione informata ai processi deliberativi, inclusione e digitalizzazione nei rapporti cittadino- amministrazione

 

Noi siamo per decisioni condivise e per una Amministrazione che sia davvero trasparente, anche nella comunicazione. Allora stop ad una comunicazione unidirezionale e largo invece alla preventiva comunicazione e discussione pubblica dei grandi progetti. La partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative avrà sempre maggior peso e occorre perciò definire strategie e metodi di ascolto e condivisione, quali:

Vigevano Data Driven, con la creazione di un database pulito e ben strutturato che consenta di avere una visione non solo percettiva ma  completa e il più possibile oggettiva della città,  al fine di  costruire politiche attente e mirate alle esigenze dei cittadini e formulare idee e progetti rivendibili  ad attori ed investitori esterni.

Il tutto attraverso

  • raccolta dati puntuali (es: spostamenti per lavoro, raccolta differenziata, composizione anagrafica per quartieri/rioni, altro)
  • raccolta dati rispetto a idee/desideri/necessità attraverso sondaggi, sportelli, facilitatori, punti di ascolto
  • elaborazione e analisi dei dati.

 

Digital Care, con particolare riferimento all’esperienza Covid e,  tenuto conto che quasi 1 italiano su 2 si aspetta di trovare le informazioni che cerca relativamente alla Pubblica Amministrazione proprio su internet  e che più di 4 italiani su 10 considerano affidabili le informazioni che reperiscono sul web dalle PA,

riteniamo che vada sviluppato su larga scala un progetto digitale di servizi allo scopo di

  • fornire un aiuto efficace ai cittadini per aiutarli a beneficiare effettivamente dei servizi messi loro a disposizione
  • offrire servizi e prodotti più efficienti, di migliore qualità e soprattutto sostenibili, scalabili, stabili e caratterizzati da principi di inclusione universale
  • accrescere la fiducia dei cittadini, che si trovano ad usufruire di beni e servizi più adatti alle loro necessità.

 

Processi deliberativi partecipati con i quali l’obiettivo è la costituzione di una piattaforma per la gestione delle relazioni con i cittadini a supporto degli istituti di iniziativa popolare e dei processi di democrazia deliberativa. La piattaforma digitale, ispirata ai concetti di inclusione uguaglianza e diritto universale alla conoscenza,  sarà lo strumento principale per

  • accrescere la cultura civica attraverso un’informazione puntuale e capillare
  • facilitare scelte condivise
  • aumentare trasparenza e legittimità delle decisioni
  • accrescere la pluralità del concetto di bene comune
  • garantire le condizioni di eguaglianza

 

I Quartieri: come già illustrato, nell’ottica di una Amministrazione che vuole essere più vicina ai cittadini e che vuole farsi carico dei loro problemi crediamo che la vicinanza “fisica” sia molto importante, tanto per l’ascolto quanto per l’osservazione. Punti d’ascolto vicini ai cittadini si possono realizzare nei quartieri presso strutture pubbliche esistenti o anche tramite accordi con altre realtà come, ad esempio, le Parrocchie o bar appositamente attrezzati a svolgere attività di portierato di quartiere. Presso tali sedi il cittadino potrà trovare ascolto e risposte rapide grazie alla presenza organizzata di assistenti sociali, Vigile di Quartiere, Associazioni e altro. Inoltre, incentivazione per le attività commerciali e di gestione  di spazi multifunzionali di prossimità (coworking-ricreazione-cultura-bambini-portierato sociale) soprattutto nei quartieri-dormitorio  più periferici.

 

Organizzazione comunale

  • Rafforzamento del ruolo delle Commissioni consiliari. Il Consiglio Comunale da tempo non riesce ad essere realmente propositivo e spesso la discussione al suo interno è limitata a scontri fra fazioni. Per giungere a un miglioramento della funzione del massimo organo democratico cittadino occorre mettere mano al Regolamento e rafforzare il ruolo delle Commissioni tematiche consiliari. Pensiamo anche che un ritorno a una partecipazione dei cittadini a livello di quartieri potrebbe essere utile per la condivisione dei temi, per suggerimenti o proposte ma anche per spiegare logica e funzionamento delle scelte. La discussione potrebbe avvenire negli avamposti territoriali di cui abbiamo parlato sopra e portata poi nelle commissioni.
  • Sviluppo di una piattaforma digitale per la condivisione e la discussione pubblica dei progetti. Per realizzare quanto sopra accennato, l’ausilio di una piattaforma digitale è fondamentale se si vuole che la partecipazione dei cittadini alle scelte pubbliche si ampli.
  • Rapporti con altre Istituzioni (Area Metropolitana, Regione): creazione di un ufficio unico di riferimento che si occupi specificamente di questo, in modo da non disperdere le conoscenze e i rapporti.
  • Reperimento fondi europei: anche in questo caso pare opportuna rafforzare la struttura responsabile di questo campo fondamentale, giacché con difficoltà in futuro si potranno finanziare grandi progetti con fondi non di provenienza europea. Fondamentale sarà avvalersi dell’opera di professionisti del settore, figure esistenti e già utilizzate sia nel pubblico che nel privato.
  • Delega ai Beni Architettonici. Una città turistica non può permettersi di non avere un responsabile diretto della tutela e della gestione dei suoi beni. In particolare, Piazza Ducale, gioiello universalmente riconosciuto (e per la quale va insistito sul suo riconoscimento come patrimonio dell’Unesco), ma anche le altre strutture monumentali cittadine necessitano di una organizzazione di monitoraggio, intervento e progettazione ben definita e di livello adeguato.
  • Delega ai rapporti con i giovani: una figura unica, riconoscibile e riconosciuta dai ragazzi a cui essi possano far riferimento per ogni necessità e che li accompagni, evitando loro di perdersi nei meandri dell’organizzazione comunale, sentendo così più vicina e “facile” la struttura a cui rivolgere le proprie idee e le proprie richieste.
  • Ufficio statistica del Comune. Oggi governare senza avere sottomano i dati effettivi sui risultati delle scelte intraprese, delle linee di sviluppo del territorio e delle attività dei cittadini è come guidare un’auto di notte a fari spenti. L’Ufficio statistica deve trasformarsi da mero apparato burocratico a fulcro dell’attività amministrativa e su di esso saranno necessari investimenti continui per riuscire a guidare la Città con cognizione di causa (vedi sopra progetto Vigevano Data Driven)

 

Sicurezza

Per il Polo Laico, la sicurezza si ottiene principalmente portando la gente fuori di casa, a rioccupare spazi altrimenti destinati a divenire territori di confine, ai margini della legalità. Occorre vincere la paura del “diverso” perché essa sta alla base dell’arroccamento nelle proprie abitazioni. Noi pensiamo che stimolando la frequentazione di aree attualmente quasi “proibite” al cittadino si ottenga l’effetto di portarvi legalità.

Giardini, parchi, luoghi pubblici devono ospitare eventi, feste, sviluppare socialità e favorire i rapporti umani e l’integrazione. La cura dell’illuminazione di strade, piazze e luoghi pubblici e l’estensione delle zone 30 contribuiscono a portare sicurezza.

La pubblica sicurezza deve essere garantita dai corpi specificamente rivolti ad essa, Carabinieri e Polizia, ai quali compete l’attività investigativa e di repressione di alcuni fenomeni quali lo spaccio di droga e la prostituzione, alla base della maggioranza dei crimini che vengono commessi. L’Amministrazione Comunale può integrare alcune attività ma non può, né lo vogliamo, sostituirsi ai corpi sopra menzionati il cui organico e la cui capacità di intervento sono una responsabilità del Prefetto, nonché un suo preciso dovere verso i cittadini vigevanesi. Occorre quindi chiedere con forza che non siano disattese le aspettative dei contribuenti da parte del Governo e dei suoi rappresentanti istituzionali. La Polizia Locale quindi, nella nostra visione, collabora a queste incombenze ma deve principalmente occuparsi del controllo del territorio, intendendo con questo anche la costante presenza fisica per strada (Vigile di Quartiere), il controllo delle attività commerciali, del rispetto del codice della strada e, particolarmente importante in una Città che si deve formare una vocazione turistica, la prevenzione e la repressione di illeciti e infrazioni in materia di ambiente ed ecologia. E’ dunque fondamentale rivedere l’assetto del Comando e ottimizzarne le funzionalità burocratiche per aumentare il numero di agenti sul territorio. La stessa proposta di incentivare l’apertura di locali pubblici con funzioni di portierato di quartiere va nel senso di aumentare la sicurezza fra i cittadini, rinvigorendo le reti sociali sfilacciatesi negli ultimi anni. Allo stesso modo pensiamo di portare, attraverso queste sedi, i servizi comunali più in prossimità degli utilizzatori.

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Come anticipato, vi proponiamo ora un Progetto pluriennale di rivalutazione e sviluppo dell’area Tribunale-Macello-Mercato-Parri.

 

mappa progetto riqualificazione tribunale mercato

Questa area rappresenta un perimetro strategico per la città del futuro in grado di creare un nuovo baricentro di interesse; abbiamo sviluppato la seguente proposta di rivalutazione sui 10 punti che sono indicati nella cartina e che corrispondono a:

  1. Tribunale: pensare a questa vasta struttura ancora in buone condizioni come sede universitaria o di corsi di formazione superiore permetterebbe oltre che di creare un polo culturale di fondamentale importanza per Vigevano, di incentivare l’affluenza presso tutte le attività commerciali della zona.
  2. Palazzo e Giardino Riberia: al progetto già parzialmente in corso che vede il palazzo destinato a sede di servizi alla vittime di violenza, si affiancherebbe la possibilità di utilizzo di alcuni spazi a favore di altre associazioni operanti nel settore del sostegno sociale in modo da favorire gli scambi e di coordinare al meglio le attività. Il risultato, oltre a quelli specifici per le attività in questione, sarebbe quello di portare frequentazione e sicurezza recuperando una zona storica della città.
  3. Nuovo piano traffico: come indicato nelle proposte generali, prevediamo un nuovo piano traffico che impedisca l’attraversamento del centro cittadino, proponendo invece un accesso a settori, che renda meno caotiche e insicure le vie che invece devono divenire il target per politiche di mobilità condivisa e più sostenibile. Per quanto riguarda la zona in oggetto, all’interno del piano saranno previste modifiche ai sensi unici in via Raffele, Via Diaz e andrà rivista la viabilità attorno ai parchi.
  4. La stessa Via Diaz sarà rivalutata come passaggio pedonale verso il Centro, allestita con marciapiedi allargati e alberata.
  5. Nuovo parco Parri: le sciagurate scelte dell’Amministrazione uscente hanno mostrato tutti i loro limiti rendendo il Parco Parri, unico vero polmone verde cittadino, una sorta di luna park spelacchiato. Per questo, oltre a prevedere quanto indicato più sotto, pensiamo di raddoppiarlo utilizzando il piazzale adiacente, attualmente sede del mercato bisettimanale. Una vasta area sottoutilizzata e degradata può contribuire a cambiare radicalmente il volto della città creando una area verde polifunzionale. Vi si potrebbero ad esempio prevedere percorsi per la corsa, in un ambiente centrale e protetto a disposizione di tutti i cittadini e magari si potrebbero aprire le aule del Palazzo Esposizioni affaccianti sul nuovo parco; aree didattiche con coltivazioni sarebbero proposte alle scolaresche e le vie d’acqua presenti andrebbero rivalutate; passerelle per privilegiare la vista dall’alto potrebbero essere tese fra le due grandi aree verdi, superando la via Manzoni. I parcheggi andrebbero ricavati perimetralmente, in numero sufficiente per i fruitori dei vari servizi presenti nell’area, tenendo sempre presente comunque che una delle principali linee guida dell’Amministrazione sarà quella di disincentivare l’utilizzo delle automobili.
raddoppio parri

6. Parco sportivo di Via Trivulzio: l’attuale parcheggio, sottoutilizzato e degradato potrebbe essere adibito a parco attrezzato per lo sport (bici, skate, open air gym, basket etc). Sul lato della via Trivulzio sarebbe possibile immaginare dei plateatici per i bar che vi si affacciano.

7. Ex macello: la sua destinazione sarà di trasformarsi in Mercato stabile con piccoli negozi con possibilità di degustazione e spazi dedicati alla valorizzazione del territorio, in particolare per quanto riguarda la cultura enogastronomica, in collaborazione con i comuni della Lomellina, creando così una vetrina delle peculiarità di tutto il territorio. All’esterno della struttura è prevista un’area per il mercato tradizionale, naturalmente ridotto in dimensioni ma di qualità e pregio maggiori.

8. Palazzo Esposizioni: la previsione come anticipato, è di adibire l’ala destinata alla formazione a centro multimediale e culturale (Cittadella della Cultura).

9. Parco Parri: oltre al progetto di raddoppio descritto sopra, va rivalorizzato con l’istituzione di nuove zone relax riservate sia agli anziani che a coloro che desiderano leggere o studiare, con connessione wifi e prese di corrente. Area per eventi musicali con palco e allacciamenti e inoltre, incremento della dotazione di sedili e panchine.

10. Galleria di Arte Urbana all’aperto ai Terraggi (e in Brughiera): anche di questo abbiamo già accennato nel nostro documento. Rivalutare queste aree con l’arte può divenire l’occasione per creare momenti di aggregazione giovanile e non, a livello almeno regionale.

Tutto questo potrebbe essere visto come un libro dei sogni ma in realtà va tenuto conto che il progetto verrebbe realizzato in almeno un decennio, iniziando dall’intervento sull’ex Macello che acquista caratteri di urgenza stanti le condizioni disastrose in cui versa. Il finanziamento di tutte le opere avverrebbe attraverso i canali dei bandi europei, attraverso un partenariato pubblico-privato con il coinvolgimento di altre amministrazioni ed enti del territorio e dalla cessione di quote di ASM, come già spiegato in precedenza.

Il problema non è il sogno, il problema non sono mai le idee, né il puntare in alto: come ampiamente dimostrato dagli ultimi anni, Vigevano è una città che ha disperata esigenza di progetti, di strategie e di sogni. Non può limitarsi al piccolo cabotaggio di un qualsiasi paesino. Reclinata su sé stessa, strangolata dalla mancanza di idee, Vigevano deve tornare ad essere una città a misura d’uomo, viva e produttiva e in grado di mantenere al suo interno i giovani e le eccellenze che ancora resistono.
Non temere i cambiamenti, fanne parte. CAMBIA VIGEVANO!

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