Polo Laico

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La città di tutti

Nel 2020 Vigevano avrà finalmente la possibilità di uscire da un circolo vizioso fatto di mancate strategie e dai  risultati a cui queste “non-politiche” hanno portato. Dobbiamo ricreare una città che ascolti e che si occupi dei suoi abitanti con le loro differenti necessità e potenzialità. Una  città che diventi appetibile per chi viene da fuori, facendo leva su quel “well-living” che ha tutte le possibilità di proporre.

Quelli che seguono sono spunti di discussione, attraverso i quali, confrontandoci con i vigevanesi, cercheremo  di individuare l’obiettivo al quale vogliamo tendere insieme nel prossimo decennio:

  1. Città e territorio: ragionare in termini di territorio è necessario per lo sviluppo. Un territorio, di cui Vigevano è sempre stata priva, va costruito attraverso progetti condivisi a livello pubblico e privato e l’Amministrazione deve indicare le necessità e facilitare gli interventi che riguardino il turismo, l’agricoltura, l’enogastronomia, la sicurezza.
  2. Commercio e Turismo: modifica orari apertura, piano parcheggi, piano marketing, corsi di formazione, rivalutazione costi e regole dei plateatici, facilitazioni per le riaperture e ostacoli a aperture di altri centri commerciali. Diverse possono essere le proposte, tese ad evitare la desertificazione del Centro storico, anche per questioni di sicurezza e di sostegno agli anziani che vi risiedono. A cavallo fra commercio e turismo – e che deve procedere di pari passo con il piano traffico e il piano parcheggi- si inserisce la tutela di Piazza Ducale e della ZTL : ripensare a permessi, accessi, a tickets, è fondamentale per salvaguardare una delle principali risorse economiche della città. Sul Turismo, occorre un piano organizzativo dell’offerta e del suo marketing, condiviso con il territorio, per uscire da quel “turismo del gelato” al quale solo, finora, ha mirato l’Amministrazione. E’ necessario  coinvolgere e trascinare la Lomellina su un piano più alto,  sfruttando la contiguità con Milano e Malpensa. Per farlo però occorre professionalità per ricercare il turista con investimenti mirati, creare circuiti o sostenerne di esistenti  coinvolgendo le amministrazioni e i privati e unendo le risorse
  3. Industria e agricoltura: per l’industria il mantenimento dell’alta qualità non può prescindere dalla creazione di un sistema di formazione di livello internazionale al quale le aziende concorrerebbero qualora l’Amministrazione si assumesse il ruolo di facilitatrice. Per rendere possibile tutto questo sono fondamentali le reti di connessione non solo fisiche  ma anche virtuali (banda larga, 5G). Compito dell’Amministrazione è anche quello di facilitare l’accesso dei giovani a un mondo del lavoro diverso (industria, agricoltura), alternativo alla laurea e spesso anche più remunerativo in termini di  guadagno e di gratificazioni. Un cambio di mentalità che aprirebbe opportunità nuove ai nostri ragazzi e contribuirebbe a mantenerli qui, nella loro città.
  4. ASM: su questo punto va proposta una valutazione scevra da condizionamenti sull’attualità e sull’opportunità per un Comune come il nostro di mantenere questo tipo di partecipazione in una azienda il cui futuro non si prospetta roseo, in virtù degli scenari legislativi ed economici che di fatto ne imporranno la dismissione da parte delle Amministrazioni. Il rischio è quello di arrivare al momento decisivo con una azienda che ha perso il valore che invece oggi mantiene sul mercato, facendo sfumare l’opportunità per la città di reperire notevoli risorse da impiegare per il proprio rilancio.
  5. Olimpiadi: ora o mai più. Passa un altro treno e non possiamo perdere anche questo dopo la figuraccia di Expo 2015. All’interno di questo macro tema potrebbe trovare spazio quello che può tornare ad essere un discorso utile proprio a sottolineare come la città sia stata tradita e sottoposta ai diktat delle segreterie regionali dei grandi partiti: la Città metropolitana. Un argomento che, contrariamente alle volontà delle segreterie politiche, Vigevano non può permettersi di abbandonare per la sua importanza strategica.
  6. Riuso urbano & periferie. L’utilizzo dei contenitori pubblici e privati e il recupero urbanistico, sociale e commerciale delle periferie. In questo contesto oltre a  rafforzare il “No” al consumo ulteriore di suolo fino a saturazione del dismesso, si dovrebbe discutere anche di bilancio partecipato, per favorire il dibattito sul riuso fra i cittadini, e del problema della capacità di utilizzare i bandi europei. Sui grandi contenitori pubblici (Colombarone, Castello, Macello, Tribunale, vecchie carceri etc), occorre iniziare una discussione sulle destinazioni d’uso. Sulle periferie, in molte zone il tessuto sociale spesso si è disgregato, talvolta mancano i servizi e anche i luoghi appaiono oggettivamente “brutti”, con quel che ne consegue sul piano della qualità della vita ma anche del coinvolgimento sociale degli abitanti. E’ importante una profonda rivalutazione del problema che deve riprendere centralità nella discussione.
  7. Reti strutturali. Il Progetto Vigevano Smart city, oltre a impiegare secoli per giungere a destinazione, appare già datato. Se la città vuole diventare appetibile per le aziende deve cominciare ora a programmare ulteriori passi avanti. Dobbiamo capire come e con chi, ma è un lavoro che va fatto adesso, anche in considerazione del fatto che la capacità contrattuale della città su altre connessioni (strade-ferrovie) è ridotta. Su questo punto addirittura si potrebbe pensare a una riprogettazione del tratto lomellino della contestatissima Autostrada Broni-Mortara. Modificando il tracciato si potrebbe dare all’intervento un significato strategico per tutto il territorio, Milano compresa, che ora non ha.
  8. Verde e Ambiente. Detto del consumo di suolo, detto dei problemi sulle connessioni, resta anche il fatto che il verde in città è insufficiente, mal tenuto e poco funzionale. Sulla scia di un recente convegno del Polo Laico sulle necessità degli anziani, è emerso anche che più verde e più acqua in città significano minori temperature e maggior comfort e sicurezza proprio per la fascia più debole della popolazione. Inoltre, si potrebbe valutare la sistemazione a verde-parco eventi, del piazzale della Brughiera, un modo per fornire alla città un nuovo luogo di aggregazione e di recuperare verde in una zona che rischia di essere martoriata da insediamenti commerciali purtroppo già autorizzati (Via El Alamein).
  9. Socio sanitario: la vecchia sede di Via Bramante è ormai insufficiente e fonte di eccessive spese di manutenzione per il De Rodolfi. Per questo la Giunta ha in programma un raddoppio sulla superficie di via Battù confiscata alla mafia. Pensiamo che su questo argomento si debba avere una visione più ampia, considerando già da oggi che in un futuro non molto lontano si avrà la necessità di servizi di livello più elevato (Hospice, Villaggio Alzheimer etc.). per i quali vanno ampliate e cercate collaborazioni sul territorio (es. con l’Istituto Golgi di Abbiategrasso e con le Università). Altri spunti che proponiamo sono la facilitazione da parte dell’Amministrazione di iniziative private sul modello del portierato di quartiere e il badantato di condominio che in alcune situazioni potrebbe addirittura  essere immaginato “pubblico” (es. in alcune residenze di edilizia popolare). Il Riberia, già identificato dall’attuale Amministrazione come sede di servizi alla fragilità, potrà divenire una sorta di “Casa del Sociale” con l’assegnazione di spazi alle Associazioni per favorire incontri e scambi.
  10. Giovani: sui giovani preferiremmo parlassero loro e stiamo studiando iniziative che vadano nel senso di favorirne l’espressione. Chi amministrerà dovrà mettere la facilitazione del loro ascolto fra i punti cardine. Il futuro della città dipende dai giovani e dalla nostra capacità di farli restare a Vigevano. Noi, da osservatori esterni, possiamo intanto tornare a suggerire di coinvolgerli nel recupero edilizio urbano attraverso la street art e nell’attività turistico-commerciale della Città, creando la figura dell’ausiliario del turismo. Per il lavoro, oltre a quanto detto sopra, riteniamo che una città più moderna, agile e collegata sia fondamentale per dare ai ragazzi le occasioni per iniziare a sviluppare i loro progetti in città.
  11. Anziani: il convegno che abbiamo organizzato pochi mesi fa è stato illuminante su quelle che saranno le necessità di una popolazione sempre più anziana ma non sempre priva della sua autosufficienza psicofisica ed economica. Se da un lato c’è da immaginare una città che si occupi della dignità dei più deboli, dall’altro occorre facilitare lo “sfruttamento” positivo delle capacità e delle conoscenze degli anziani. Creare i presupposti perchè la transizione delle esperienze fra “vecchi” e “giovani” avvenga è compito della  Amministrazione che dovrà, anche in questo caso, collaborare nell’identificare le necessità e favorire le iniziative (microcomunità, servizi alle imprese, formazione etc.)

Di #vigevano2030  discuteremo con chiunque sia interessato,in una serie di incontri a partecipazione libera che prenderanno il via Sabato 30 Novembre presso la Sala dell’Affresco del castello di Vigevano, alle 16. Cittadini, associazioni, gruppi politici ma soprattutto i ragazzi sono caldamente invitati a partecipare per portare la loro idea di città. Al primo incontro ne seguiranno altri due, nei mesi di Gennaio e Febbraio.

Scarica il documento in formato .pdf:  Proposte di discussione Polo Laico 2019

Oltre a quelli sopra indicati, molti altri spunti di discussione possono venire da una revisione e una attualizzazione dei temi già indicati nel precedente programma elettorale del Polo Laico, che potete trovare qui: Polo Laico programma 2015

 

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