Polo Laico

Cultura Idee Lavoro

La città di tutti

Riportare Vigevano ai livelli di benessere cui è stata abituata richiederà ben più dei 5 anni della prossima Amministrazione.

La prima cosa perciò che chi governerà non deve fare sarà sprecare di nuovo il tempo ma al contrario, lavorare per iniziare una “rifondazione ” che è drammaticamente necessaria.

Il Polo Laico cerca gente che ami la propria città e che capisca che prima del proprio interesse personale viene l’interesse di tutti, specialmente in periodi di risorse limitate in cui ogni spesa non funzionale ad un progetto di ripresa condiviso sarà appunto solo nuovo denaro sprecato e non l’investimento che la città richiede e che non è più rinviabile.

Cerchiamo condivisione, partecipazione e discussione sui temi. Cerchiamo di realizzare una collocazione per la città e vorremmo cercarla con tutti coloro che si sentono liberi da interessi e liberi da ideologie.

La nostra proposta parte dalla considerazione che Vigevano ha perso la sua identità e la sua peculiarità di Città viva, progettuale, aperta e solidale. Per ritrovare una collocazione e una prospettiva di futuro che riporti ricchezza e benessere, dobbiamo decidere quale tipo di Città diventare. Per noi i cardini sono tre:

  1. Creazione di un polo culturale di respiro europeo
  2. Sviluppo di un polo turistico attrattivo
  3. Sostegno a un sistema produttivo di alta qualità.

Occorre quindi procedere verso uno sviluppo del concetto di vivibilità e produttività: Vigevano ha tutte le potenzialità per divenire un luogo ideale dove vivere e lavorare, immersa com’è nel verde, ricca di tesori architettonici e abbastanza vicina ai servizi della metropoli. Occorre però investire idee e fondi su questo concetto e combattere per l’adeguamento dei collegamenti stradali, ferroviari e, non ultimi, informatici.
Uno sviluppo in queste direzioni è necessario per poter finalmente ampliare l’offerta di impiego in una città da tempo in sofferenza.

Attività produttive

    • Lavoro Impresa e Formazione: questo è da qualche anno il tema principale da affrontare. La città non è attualmente in grado di fornire prospettive ed opportunità a chi cerca o ha perso un lavoro. Il nostro ragionamento di base parte dalla considerazione che solo un compiuto progetto di sviluppo urbano possa davvero ricreare le condizioni di vivacità, di offerta che da troppo tempo il mercato del lavoro vigevanese ha perduto. Quindi la realizzazione del nostro progetto è la prima risposta a chi chiede lavoro. La seconda, dal momento che cambiare radicalmente una città richiede tempi lunghi, poco compatibili con le necessità delle famiglie, è quella di dar vita attraverso una nuova rete sociale diffusa sul territorio e a nuovi corsi formativi, ad un sistema che sia in grado di recuperare e dare ascolto alle potenzialità della componente giovanile e nello stesso tempo di mantenere ed elevare le capacità lavorative degli adulti. Le offerte sociali di sostegno devono essere orientate in modo da mantenere attive le forze di lavoro escluse (vedasi più avanti, “Patti di inclusione sociale”).
    • Comparto edile: primario è lo sviluppo delle infrastrutture per ridare forza e valore economico a un settore vitale per l’economia cittadina. Occorre incentivare al recupero dell’esistente per fermare lo sfruttamento ulteriore di suolo. In particolare prevediamo l’incentivazione del recupero degli immobili nel Centro Storico per elevare il livello qualitativo dello stesso. Un progetto di housing sociale (es. canone concordato, vedi oltre) potrebbe poi fare incontrare le necessità di chi cerca casa e quelle di chi non riesce ad affittare.
    • Comparto industriale:censimento edifici e aree comunali per individuare la possibilità di locazione gratuita o agevolata di proprietà comunali destinate a imprese innovative. Valutazione sostenibilità economica per una riduzione e una dilazione delle tasse comunali per i primi anni di attività. Semplificazione, intesa come riduzione degli adempimenti e dei costi connessi al fare impresa; digitalizzazione, ovvero l’agevolazione dei rapporti pubblico-privato grazie alla rete, con razionalizzazione degli accessi agli sportelli tramite web e la disponibilità di dati pubblici d’interesse per le imprese; collaborazione e ascolto del mondo imprenditoriale. Agevolazione dello sviluppo di Reti di Impresa.
    • Comparto commerciale: anche in questo caso viene da più parti richiesto uno snellimento delle pratiche burocratiche ma soprattutto va dato pieno appoggio ai commercianti nello sviluppo di un piano marketing della città (internet/media tradizionali/marchio). Occorre poi sviluppare il concetto di Centro Storico-Outlet che deve prodursi in un volano di attrattività per tutta la città. Funzionale a questo è anche la scelta di non autorizzare l’apertura nuovi centri distributivi di medio-grandi dimensioni.
    • Mercato comunale: profonda rivisitazione anche in senso turistico e integrazione con Farmers’ market. Il mercato attuale ha perso molte delle sue caratteristiche storiche, inoltre è fonte di traffico, inquinamento, degrado: va integralmente ridisegnato per renderlo, utile, efficiente, pulito, ordinato e attraente, come avviene in molte città europee. La adiacente struttura dell’ Ex Macello, persa l’occasione di insediarvi il Polo tecnologico calzaturiero potrebbe essere interessata da un recupero strutturale e di funzione correlata all’area mercatale. Essa potrebbe ad esempio essere trasformata in mercato permanente con produttori locali, spazi dedicati alla socialità (svago, somministrazione etc.) e “store” per la diffusione delle specialità e della cultura enogastronomica lomellina.
    • Implementazione sistemi agroalimentari locali : oltre alla rivisitazione del mercato locale, farmers’ market, fattorie didattiche, marchio, ristorazione istituzionale appaiono tutti come argomenti quasi mai trattati in Città e che invece, se sviluppati, potrebbero contribuire alla crescita, sia in termini di salute che in termini economici e di impiego, altresì configurandosi come un argomento centrale nei rapporti con la Lomellina. La creazione sul territorio di una rete di “mercati dell’ultimo minuto” per avvicinare la rete distributiva alle realtà del terzo settore, l’incentivazione dei Gruppi di Acquisto Solidali con la messa a disposizione di spazi condivisi per lo stockaggio degli acquisti sono altre misure che proponiamo. Infine, occorre mettere mano alle mense cittadine con criteri di appalto che privilegino le realtà locali favorendone eventualmente la messa in rete, cibi di filiera corta e modalità di servizio a “rifiuto Zero”.

Ecologia, emissioni, territorio, mobilità, viabilità

    • Piano energetico comunale. E’ tempo che la città ne venga dotata. Dobbiamo sapere su quali fonti di approvvigionamento energetico contare e su quali puntare, dobbiamo avere una regolamentazione certa del tema. Occorre fare in modo che siano ben chiare le fonti a cui attingere per il futuro e la loro sostenibilità ambientale. Ad esempio va ripreso il discorso sul teleriscaldamento con cogenerazione, soltanto abbozzato su impulso del Polo Laico, durante le Amministrazioni precedenti: un impianto di cogenerazione potrebbe produrre risparmi economici ed ambientali di circa il 25% rispetto al sistema attuale. Va quindi stimolata ed incentivata la propensione dei privati ad investire verso forme di energia rinnovabile mentre per quanto riguarda il pubblico, abbattere la spesa energetica significherebbe liberare risorse da investire sul territorio in progetti di trasformazione urbana. Altre fonti di risparmio possono poi essere individuate nella valutazione della possibilità di ridurre gli sprechi energetici del nuovo Palazzo dello Sport al fine di renderlo più efficiente, meno costoso, più redditizio. Inserimento nel regolamento edilizio di obblighi o incentivazioni verso nuovi sistemi di isolamento e di risparmio energetico per i nuovi progetti edilizi (es. “Tetti verdi” o comunque energeticamente attivi).
    • ASM: riorganizzazione ed elevazione livello qualitativo aziendale. Raccolta differenziata: completata la copertura della Città, si dovrà definire il passaggio da tassa a tariffa con risparmi anche per l’utente oltre che per l’ambiente. 
    • Pulizia Centro storico: sia per motivi di civiltà che per motivi di interesse turistico, deve essere previsto e mantenuto un piano particolare che consenta di portare il nostro Centro Storico ai livelli delle altre città europee: il Salotto deve tornare a risplendere. Controllo diretto e puntuale delle attività delle cooperative appaltanti.
    • Il Centro Storico, nella nostra visione cuore economico e propulsivo della Città, deve trasformarsi in una sorta di outlet“reale”, dove le bellezze architettoniche esistenti e originali controbilanciano la non ottimale accessibilità dall’esterno. Quindi, piano parcheggi e navette per il centro; piano traffico tendente ad evitare l’attraversamento cittadino per mezzo delle strade del centro mediante accessi a settore; sistemi di esclusione delle auto dalle zone di maggior pregio attraverso l’utilizzo di telecamere e di paracarri a scomparsa. Nuove autorizzazioni al transito e al parcheggio in Z.T.L.. Arredo urbano uniforme e condiviso, non più deciso dagli uffici e dalla Giunta. Disincentivazione utilizzo automobile con parallelo potenziamento del servizio di trasporto pubblico. Vigevano, inoltre, è già una città a dimensione di ciclo e non necessita di ulteriori grandi investimenti in questo senso. Prevediamo quindi un miglioramento delle piste ciclabili esistenti con eventuale ampliamento, in base alle disponibilità economiche, solo nel senso di direttrici periferia-centro, a raggiera, finalizzate alla riduzione del traffico.
    • Una delle critiche più frequenti che il turista rivolge alla nostra Città è quella che il tutto si limiti a Piazza Ducale. Non è così, o perlomeno potrebbe non esserlo, come ben sanno i vigevanesi che conoscono e amano Vigevano. Allora sempre per il concetto di fulcro e volano delle nuove attività economiche che si vogliono creare, va incentivato il recupero e l’utilizzo immobiliare del Centro Storico con un sistema bilanciato di agevolazioni e aggravi fiscali per rendere più appetibile la la ristrutturazione ma anche la locazione degli spazi rimasti vuoti. Aree quali quella Mulini-Carrobbio-Riberia- Terraggi e il parchetto di via della Costa vanno sottratte a una situazione di degrado e riconsegnate alla città come ideale collegamento fra Piazza-Castello e l’area ex Tribunale-Mercato, anch’essa come detto, da ridisegnare a fondo.
    • Collegamenti con Milano e grande viabilità. Questo è argomento vitale per la Città e purtroppo su questo punto dipendiamo in gran parte da altri. Possiamo però continuare a reclamare quanto ci è necessario per creare impresa, turismo etc. Occorre quindi provvedere a creare una unità incaricata di seguire in maniera esclusiva la vicenda sui vari tavoli regionali o nazionali.  Per quanto riguarda la ferrovia, precedenza a rinnovo linea (puntualità, velocizzazione passaggi a livello, messa in sicurezza) e materiale rotabile ma il punto cruciale sarà nel 2017 quando si riapriranno i tavoli dove verranno prese le decisioni: Vigevano deve reiterare la richiesta del raddoppio della linea ma, prendendo atto dell’insostenibilità economica, rivedere le richieste precedenti riguardo l’interramento, facendo un passo indietro pur di arrivare al risultato. Inoltre vanno pretesi il decoro, la sicurezza e l’igiene della Stazione ferroviaria, uno dei biglietti di presentazione della Città. Riteniamo anche utile il ripristino della figura del referente unico rispetto ai problemi degli utenti della linea ferroviaria.
    • Parco Ticino: l’altra grande risorsa non sfruttata dalla Città. Un parco fluviale unico in Lombardia che potrebbe attirare una forma di turismo più moderna, sostenibile. Innanzitutto occorre rivalutare i rapporti con l’Ente per capire cosa Vigevano può dare in più al Parco e cosa il Parco può fare nell’area di Vigevano per preservare e dare maggior visibilità a un tesoro praticamente nascosto. Un primo esempio potrebbe essere la creazione di una nuova “Porta di accesso “ (ad es. presso l’edificio delle ex scuole alla Sforzesca) al Parco con area di orientamento, servizi, ristoro etc. Infine, crediamo che la collaborazione con i “tisinatt” sia indispensabile per la tutela dei luoghi, utilizzando la loro vasta conoscenza e memoria storica per giungere a un maggior controllo e pulizia delle aree.

Prima di proseguire con l’illustrazione dei prossimi punti programmatici, un inciso:

Arte & Cultura, Sociale e Sport.Cosa hanno in comune questi argomenti al di là del loro essere, con il Lavoro, parte sostanziale della vita quotidiana di ciascuno di noi?

Ascoltando gli operatori abbiamo individuato nello scarso coordinamento, nella scarsa conoscenza e fiducia reciproca le mancanze principali.

La nostra proposta allora per superare queste insufficienze e per agevolare il coordinamento indispensabile che l’amministrazione comunale deve avere, è quella delle “Cittadelle“, veri nuclei fisici dove chi già si occupa ma anche chi volesse occuparsi di questi argomenti può trovare spazi, può direttamente confrontarsi con altri operatori dello stesso settore creando così un circolo virtuoso che può portare a risparmi e soprattutto a nuove idee e nuove collaborazioni.

Per l’arte e la cultura ad esempio avremmo individuato nel Palazzo Riberia con il suo giardino, l’ambiente più indicato. Il Comune, assieme ad associazioni e privati potrebbe dar vita al recupero e all’adattamento della struttura. Questo, oltre ai benefici di cui sopra, porterebbe anche al rilancio di un’area attualmente degradata ed esclusa dal percorso del Centro storico al quale invece potrebbe essere riagganciata. Anche il Palazzo del Tribunale potrebbe essere tenuto in vita, inserendo nei suoi spazi delle realtà cittadine importanti e che potrebbero esserlo maggiormente grazie a spazi più ampi, come ad esempio può essere il caso dell’Università della Terza età. Questo a meno di clamorose ma auspicabili inversioni di marcia del Governo sul ripristino delle sedi giudiziarie oggi incongruamente chiuse.

Lo stesso concetto può essere eventualmente declinato per sociale e sport, interessando le associazioni attraverso i vantaggi indotti dall’avere un’unica sede in cogestione, non ultimi quelli di tipo economico.

Sanità e politiche sociali, disabilità

Il welfare negli ultimi anni è notevolmente cambiato a causa della ridotta disponibilità economica degli enti e delle esigenze mutate da parte dei cittadini a causa di cambiamenti epocali sia in senso economico che sanitario. La legge regionale sull’evoluzione del Sistema Socio-Sanitario Lombardo dovrebbe a breve essere varata e dovrebbe comprendere proprio una più spinta integrazione fra sociale e sanità. Occorre pertanto anche in questo caso “fare squadra”, ottimizzando i servizi, avvicinandoli al cittadino e ampliando la collaborazione pubblico- privato nella fornitura dei servizi nell’ottica del rispetto della nuova normativa.

Turismo, Castello, Colombarone

Questo è un capitolo centrale nella Vigevano del futuro. Il nostro Centro Storico e il Parco del Ticino che ci circonda, hanno pochi eguali in Italia ma non sono mai stati considerati risorse economiche importanti, a differenza di quanto avviene altrove. Certo, la nostra collocazione geografica e il nostro clima non sono fra i più allettanti per il turista ma va considerato che Vigevano gode di una particolarità che consiste nel suo trovarsi proprio alle porte di una metropoli europea come Milano. Ecco perché pensiamo che la creazione di un credibile polo turistico e culturale a due passi da Milano e dai suoi aeroporti potrebbe non rivelarsi un’utopia ma una strada percorribile come già dimostrato da altre cittadine europee che hanno scommesso su questi settori, fra i pochi a reggere anche durante i periodi di crisi economica. Perché questo progetto possa avere successo occorrono investimenti e pazienza ma soprattutto occorre avere ben chiaro in mente dove si vuole arrivare.

    • Piazza Ducale: è il punto di partenza di ogni ragionamento sulla città turistica. Non è immaginabile alcun progetto serio se la nostra Piazza non verrà tutelata in maniera completamente diversa da quanto fatto finora. Il salotto deve tornare a risplendere di pulizia, di ordine e di offerte commerciali. E’ fondamentale un piano di lavoro particolare per la raccolta differenziata ma anche per la lotta all’inciviltà con il coinvolgimento quindi di ASM e Polizia Locale. Esclusione totale delle auto e utilizzo della Piazza solo per eventi di livello elevato. Il punto di riferimento devono essere le grandi piazze europee dove nessuno si sognerebbe mai di parcheggiare, orinare o gettare sigarette a terra e dove l’Amministrazione difficilmente consente l’insediamento di qualsiasi tipo di sagra. Occorre inoltre, attraverso la creazione della figura del responsabile unico dei Beni Architettonici, varare un piano di monitoraggio, intervento e progettualità ben definito e di livello adeguato.
    • Castello: l’unica possibilità per recuperare stabilmente e gestire strutture di tali dimensioni ed importanza si è dimostrata altrove essere la Fondazione di partecipazione. Il Comune potrebbe alienare alcuni edifici pubblici (es. Palazzo Crespi) per finanziare l’avvio della Fondazione.
    • Galleria di Arte Urbana diffusa in collaborazione con architetti, artisti e writers, locali e non, per recuperare le zone degradate del Centro Storico (es. Vicolo De Roveti /Terraggi) ma anche delle periferie.
    • Ex Braidense: assieme al maschio del Castello potrebbe entrare in gioco previo un accordo con il Demanio per la collocazione delle Biblioteche Civiche o di un’area museale qualora si decidesse di ritornare all’ipotesi originaria di inserire le prime nel Maschio, già approntato per lo scopo. Spostare la Biblioteca Civica significa liberare Palazzo Crespi che potrebbe essere alienato (magari ad operatori interessati ad impiantarvi una struttura alberghiera).
    • Colombarone: anche per l’impegnativo recupero di questa imponente struttura sarà la Società di trasformazione urbana il referente progettuale che dovrà tenere conto anche dei passi già compiuti con l’UNESCO nell’ambito del Programma Man And Biosphere. Tutta l’area della Sforzesca potrebbe, prendere la forma di un borgo antico recuperato di grande impatto storico- turistico.
    • Sviluppo di un piano della comunicazione cittadino: studio per un marchio cittadino e “claims” pubblicitari che rendano univoca e riconoscibile l’offerta culturale, turistica, produttiva di Vigevano.
    • Revisione e interventi migliorativi dell’accessibilità web della Città ai fini turistici (portale web turistico).
    • Progetto di collaborazione con le scuole superiori “Volontari del Turismo” per il coinvolgimento degli studenti nell’accoglienza turistica. Oltre a interessare gli studenti il progetto ambisce a coinvolgere anche le loro famiglie per aumentare fra i cittadini la sensibilità verso il nostro patrimonio artistico combattendo così il degrado civico e culturale.
    • Progetto di illuminazione monumentale della Città: è ormai un valore aggiunto irrinunciabile in qualunque città voglia avere una vocazione turistica.
  • Ottimizzazione degli orari di apertura del Castello e dei musei in ottica turistica attraverso una riformulazione dei turni e delle ferie del personale.

Attività culturali, Sport, Politiche giovanili, Scuola

    • Concetto di Città- Polo Culturale. Riprendiamo il concetto esposto poco sopra di Città- Polo Culturale perché oltre alla parte turistica è necessario sviluppare un percorso culturale credibile, continuativo, attrattivo.  Una stagione di eventi su cui puntare gradualmente ma con costanza, come volano di afflusso turistico- culturale. Sempre più spesso infatti l’economia di alcune città trae notevole impulso dalle entrate relative al turismo culturale basato su un progetto di livello qualitativo elevato tale da caratterizzare la Città come unica (o quasi) sede di tale tipo di evento. Un progetto che deve avere ampio respiro e mirare inizialmente alla Lombardia ma presto volgere lo sguardo all’Europa, grazie anche alla nostra vicinanza agli aeroporti milanesi. Lo sviluppo deve naturalmente andare di pari passo al recupero del Centro Storico. Ma la cultura in città non si esaurisce con eventi di richiamo: come una pianta deve essere alimentata e allora ecco l’idea di realizzare una Cittadella dell’Arte e della Cultura, assieme a fondazioni e/o ad associazioni e/o a privati in grado di creare al suo interno un grande e poliedrico contenitore di attività artistico-culturali che coinvolgano la Città, in particolare nelle sue fasce più giovani. Un modo di “fare ” cultura, che già ha dato risultati altrove e che abbiamo posto all’osservazione dei cittadini ricevendone interesse in particolare fra chi si occupa dell’argomento. Un’area vasta e centrale dove produrre arte e conoscenza, al momento stesso incubatrice e luogo di aggregazione. Un modo anche per ridare nuova vita a un quartiere da tempo abbandonato a sé stesso nonostante sia fisicamente parte integrante del Centro Storico. Infine si potrebbe giungere ad un coordinamento di tutti i progetti musicali cittadini da pubblicizzare con un unico marchio per fidelizzare il più possibile l’utenza. Anche in questo si tratta di uniformare l’offerta culturale cittadina rendendola riconoscibile.
    • Teatro Cagnoni: rappresenta un importante polo culturale ma ha costi elevati di gestione che potrebbero essere ridotti o resi più produttivi cambiando l’ottica con cui si guarda al Teatro. Occorre infatti guardare al teatro non più come ad una chiesa o a un mausoleo ma ad una struttura vitale in grado di produrre cultura quotidianamente. Potrebbe essere valutata ad esempio l’ipotesi di renderlo la “casa” di alcune produzioni teatrali, con accordi con le compagnie per la messa in scena delle anteprime . A tutto ciò potrebbe far seguito la costituzione di laboratori e altre attività correlate.
    • Scuola: utilizzo degli incentivi statali per la messa in sicurezza degli edifici. Valutazione possibilità di creazione di un nuovo polo scolastico.
    • I giovani devono essere ascoltati: questo è uno dei punti cardine del futuro della città e del progetto del Polo Laico. Occorre coinvolgerli nelle scelte ma ancor più nelle proposte, occorre rendere più facile il loro approccio all’Amministrazione. Quindi, maggior coinvolgimento e loro consultazione attraverso i social networks, istituzione di una figura referente comunale unica, facilitatrice che accolga e segua le loro richieste, definizione di progetti comuni come Street arts, collaborazione turistica, ampliamento dell’offerta di spazi di espressione, musicale ed artistica, ampliamento dell’offerta formativa e incontro con il mondo del lavoro (vedi Attività Produttive).
  • Sport: provvedere un miglior coordinamento delle attività delle Associazioni sportive che spesso viene descritto come non ottimale attraverso la valutazione della possibilità di creare una Cittadella dello Sport dove le Associazioni possano integrarsi, cooperare e risparmiare sulle spese di gestione. Primario interesse dell’Amministrazione sarà anche la diffusione della pratica sportiva fra le persone con disabilità, attraverso progetti mirati. Infine, lo sport deve essere realmente accessibile anche economicamente a tutti: occorre allora ritornare a pensare a percorsi cammino, percorsi salute e a realizzare campi sportivi all’aperto, nei parchi e nei giardini.

Partecipazione, rapporti Amministrazione-Cittadini, organizzazione comunale

Noi, l’abbiamo ripetuto più volte, siamo per decisioni condivise e per una Amministrazione che sia davvero trasparente, anche nella comunicazione. Allora stop a una comunicazione solo unidirezionale e largo invece alla preventiva comunicazione e discussione pubblica dei grandi progetti . La partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative avrà sempre maggior peso. Occorre perciò definire strategie e metodi di ascolto e condivisione e il Polo Laico si impegna in questo senso fin d’ora, come già dimostrato con le iniziative poste in essere in città nei mesi scorsi e tutt’ora in corso.
Inoltre, la macchina comunale appare come una struttura pesante e farraginosa, rallentata da una burocrazia soffocante che necessita di cure urgenti un po’ in tutti i suoi settori.

    • Rinascita dei Quartieri: come già illustrato, nell’ottica di una Amministrazione che vuole essere più vicina ai cittadini e che vuole farsi carico dei loro problemi crediamo che la vicinanza “fisica” sia molto importante, tanto per l’ascolto quanto per l’osservazione. Sedi comunali distaccate e più vicine ai cittadini si possono realizzare nei quartieri presso strutture pubbliche esistenti o anche tramite accordi con altre realtà (ad esempio le Parrocchie). Presso tali sedi il cittadino potrà trovare ascolto e risposte rapide da assistenti sociali appositamente distaccati, dal Vigile di Quartiere, da Associazioni e altro.
    • Modifiche migliorative del Regolamento Consiglio Comunale. Rafforzamento del ruolo delle Commissioni consiliari. Revisione sistemi partecipativi dei quartieri. Qualificazione dei nominati presso le partecipate.Proponiamo un “question time” di mezz’ora all’inizio di ogni Consiglio Comunale e mezz’ora finale obbligatoriamente dedicata alla discussione delle mozioni. Il Consiglio Comunale da tempo non riesce ad essere realmente propositivo e spesso la discussione al suo interno è limitata a scontri fra fazioni. Per giungere a un miglioramento della funzione del massimo organo democratico cittadino occorre mettere mano al Regolamento e rafforzare il ruolo delle Commissioni tematiche consiliari. Pensiamo anche che un ritorno a una partecipazione dei cittadini a livello di quartieri potrebbe essere utile per la condivisone dei temi, per suggerimenti o proposte ma anche per spiegare logica e funzionamento delle scelte. Le sedi dove questa discussione potrebbe avvenire sono quelle individuate negli avamposti comunali territoriali di cui abbiamo parlato sopra . Occorre poi anche redigere un regolamento dei requisiti per i nominati alle cariche dirigenziali delle partecipate: i tempi attuali non lasciano più spazio a enti diretti da personale non qualificato. E’ compito del Comune fissare in anticipo i requisiti necessari.
    • Sviluppo di una piattaforma digitale per la condivisione e la discussione pubblica di progetti. Per realizzare quanto sopra accennato, l’ausilio di una piattaforma digitale è fondamentale se si vuole che la partecipazione dei cittadini alle scelte pubbliche si ampli.
    • Rapporti con altre Istituzioni (Area Metropolitana, Regione):creazione di una figura unica di riferimento che si occupi specificamente di questo, in modo da non disperdere le conoscenze e i rapporti.
    • Reperimento fondi europei:anche in questo caso pare opportuna una figura unica, responsabile essenzialmente di questo campo fondamentale, giacché con difficoltà in futuro si potranno finanziare grandi progetti con fondi non di provenienza europea.
    • Assessorato alla mobilità. Non basta più che una Amministrazione si doti di un responsabile per la viabilità. E’ fondamentale che si ampli il concetto all’idea di mobilità, comprendendo in ciò tutte le necessità correlate alle disabilità.
    • Delega ai Beni Architettonici.Una città turistica non può permettersi di non avere un responsabile diretto della tutela e della gestione dei suoi beni. In particolare Piazza Ducale, gioiello universalmente riconosciuto, ma anche le altre strutture monumentali cittadine necessitano di una organizzazione di monitoraggio, intervento e progettualità ben definita e di livello adeguato.
    • Delega ai rapporti con i giovani: una figura unica, riconoscibile e riconosciuta dai ragazzi a cui essi possano far riferimento per ogni necessità, evitando di perdersi nei meandri dell’organizzazione comunale, sentendo così più vicina e “facile” la struttura a cui rivolgere le proprie idee e le proprie richieste.
  • Ufficio statistica del Comune.Oggi governare senza avere sotto mano i dati effettivi sui risultati delle scelte intraprese, delle linee di sviluppo del territorio e delle attività dei cittadini è come guidare un’auto di notte a fari spenti. E’ necessario che l’Ufficio Statistica fornisca in tempi adeguati i dati necessari alla guida della Città e per farlo occorre rivederne metodi, modi e priorità.

Sicurezza

Per il Polo Laico la sicurezza si ottiene principalmente portando la gente fuori di casa, a rioccupare spazi altrimenti destinati a divenire territori di confine, ai margini della legalità. Occorre vincere la paura del “diverso” perché essa sta alla base dell’arroccamento nelle proprie abitazioni. Noi pensiamo che stimolando la frequentazione di aree attualmente quasi “proibite” al cittadino si ottenga l’effetto di portarvi legalità.

    • Luoghi pubblici: giardini, parchi, luoghi pubblici grazie ai Quartieri devono ospitare eventi, feste, riportare la gente fuori di casa, sviluppare socialità e favorire i rapporti umani e l’integrazione.
    • La pubblica sicurezza deve essere garantita dai corpi specificamente rivolti ad essa, Carabinieri e Polizia, ai quali compete l’attività investigativa e di repressione di alcuni fenomeni quali lo spaccio di droga e la prostituzione. L’Amministrazione Comunale può integrare alcune attività ma non può, né lo vogliamo, sostituirsi ai corpi sopra menzionati il cui organico e la cui capacità di intervento sono una responsabilità del Prefetto, nonché un suo preciso dovere verso i cittadini vigevanesi. Occorre quindi chiedere con forza che non siano disattese le aspettative dei contribuenti da parte del Governo e dei suoi rappresentanti istituzionali.
    • La Polizia Locale quindi, nella nostra visione, collabora a queste incombenze ma deve principalmente occuparsi del controllo del territorio, intendendo con questo anche la costante presenza fisica per strada (Vigile di Quartiere), il controllo delle attività commerciali, del rispetto del codice della strada e, particolarmente importante in una Città che si deve formare una vocazione turistica, la prevenzione e la repressione di illeciti e infrazioni in materia di ambiente ed ecologia. E’ dunque fondamentale rivedere l’assetto del Comando e ottimizzarne le funzionalità burocratiche per aumentare il numero di agenti sul territorio.

Ecco perché in momenti simili acquisisce ancora più importanza il coinvolgimento dei cittadini, delle Associazioni e dei giovani, portatori di idee e potenzialità che non possono più non essere sfruttate ma che anzi, vanno sostenute. 

Il Polo Laico è presente e intende partecipare alla creazione di una città a misura d’uomo, accogliente, stimolante, inclusiva.

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