Polo Laico

Cultura Idee Lavoro

La città di tutti

Progetto #riaccendiamovigevano
Fra pochi mesi Vigevano avrà finalmente la possibilità di uscire da un circolo vizioso fatto di mancate strategie e dai risultati a cui queste “non-politiche” hanno portato.

Dobbiamo ricreare una città che ascolti e che si occupi dei suoi abitanti con le loro differenti necessità e potenzialità. Una città che diventi appetibile per chi viene da fuori, facendo leva su quel “vivere bene” che ha tutte le possibilità di proporre.
I cardini sui quali lavorare sono tre:
1) creazione di un polo culturale di respiro europeo
2) sviluppo di un polo turistico attrattivo
3) sostegno a un sistema produttivo di alta qualità.
Sgombriamo subito il campo dai fraintendimenti: per noi tutto deve essere finalizzato alla creazione di nuovi posti di lavoro, ad aumentare la ricchezza della città perchè riteniamo che il lavoro sia il problema principale e che da esso discendano tutti gli altri. Inoltre, una attenzione particolare andrà inoltre data alle fasce più deboli della cittadinanza, incrementando l’assistenza sociale.
Vigevano ha tutte le potenzialità per divenire un luogo ideale dove vivere e lavorare, immersa com’è nel verde, ricca di tesori architettonici e abbastanza vicina ai servizi della metropoli. Occorre però investire idee e fondi su questo concetto e combattere per l’adeguamento dei collegamenti stradali, ferroviari e, non ultimi, informatici.
Quelle che seguono, suddivise in 16 temi, sono le nostre proposte: alcune non sono “nuove” ma risultano ancora attuali anche a causa dell’immobilismo della amministrazione precedente su molti temi; altre invece sono emerse ri-studiando la situazione cittadina , parlando con chi in città vive e opera e prendendo esempio anche da altre realtà più virtuose della nostra che hanno già affrontato e risolto almeno in parte, molti dei problemi che noi ci troviamo ancora oggi a dover superare.
Città e territorio

Ragionare in termini di territorio è necessario per lo sviluppo. Un territorio, di cui Vigevano è sempre stata priva, va costruito attraverso progetti condivisi a livello pubblico e privato e l’Amministrazione deve indicare le necessità e facilitare gli interventi che riguardino il turismo, l’agricoltura, l’enogastronomia, la sicurezza.

Commercio e Turismo
Modifica orari apertura, piano parcheggi, piano marketing, corsi di formazione, rivalutazione costi e regole dei plateatici, facilitazioni per le riaperture e ostacoli a aperture di altri centri commerciali. Diverse possono essere le proposte, tese ad evitare la desertificazione del Centro storico, anche per questioni di sicurezza e di sostegno agli anziani che vi risiedono. Va rafforzata la presenza di negozi di vicinato con la loro funzione sociale per il miglioramento delle relazioni di comunità con l’incentivazione economica agli esercizi che offriranno ai cittadini, ed in particolare alle persone anziane, “ servizi di prossimità”, “portierato di quartiere”.

Vanno previste riunioni mensili fra Comune e Associazioni di categoria. Vanno pensati, sulla scia di quanto accaduto in altre città italiane, patti condivisi con i piccoli negozianti e norme medie strutture di vendita con tassazione differenziata a seconda del loro impatto previsto sul commercio cittadino. Va incentivato il riuso di negozi sfitti con la creazione di un gruppo di lavoro con agenzie immobiliari e proprietari e si può pensare addirittura a piccole iniziative come la fornitura da parte dell’Amministrazione delle tamponature per le vetrine quando non si riesca ad arrivare alla riapertura, in modo da rendere più gradevole e omogeneo il panorama di una città con velleità turistiche.

Mercato comunale: prevediamo una profonda rivisitazione anche in senso turistico e la sua integrazione con Farmers’ market. Il mercato attuale ha perso molte delle sue caratteristiche storiche, inoltre è fonte di traffico, inquinamento, degrado: va integralmente ridisegnato per renderlo, utile, efficiente, pulito, ordinato e attraente, come avviene in molte città europee. La adiacente struttura dell’ Ex Macello, potrebbe essere interessata da un recupero strutturale e di funzione correlata all’area mercatale. Essa potrebbe ad esempio essere trasformata in mercato permanente con produttori locali, spazi dedicati alla socialità (svago, somministrazione etc.) e “store” per la diffusione delle specialità e della cultura enogastronomica lomellina. Questo rappresenta un primo passo nella valorizzazione dei sistemi agroalimentari locali : oltre alla rivisitazione del mercato locale, farmers’ market, fattorie didattiche, marchio, ristorazione istituzionale appaiono tutti come argomenti quasi mai trattati in Città e che invece, se sviluppati, potrebbero contribuire alla crescita, sia in termini di salute che in termini economici e di impiego, altresì configurandosi come un argomento centrale nei rapporti con la Lomellina.
A cavallo fra commercio e turismo si inserisce la tutela di Piazza Ducale e della ZTL : ripensare a permessi, accessi, a tickets, è fondamentale per salvaguardare una delle principali risorse economiche della città. Il Centro Storico, nella nostra visione cuore economico e propulsivo della Città, deve trasformarsi in una sorta di outlet “reale”, dove le bellezze architettoniche esistenti e originali controbilanciano la non ottimale accessibilità dall’esterno. Quindi, vanno progettati un nuovo piano parcheggi e un piano traffico per evitare l’attraversamento cittadino per mezzo delle strade del centro mediante la creazione di accessi a settore; sistemi di esclusione delle auto dalle zone di maggior pregio attraverso l’utilizzo delle telecamere e di piloncini a scomparsa. L’Arredo urbano dovrà essere uniforme e possibilmente condiviso dai cittadini. La Galleria di Arte Urbana diffusa in collaborazione con architetti, artisti e writers, locali e non, magari impegnati in un contest annuale era e resta una delle nostre idee per recuperare le zone degradate del Centro Storico (es. Vicolo De Roveti /Terraggi) e delle periferie, ad esempio la Brughiera.
Una delle critiche più frequenti che il turista rivolge alla nostra Città è quella che il tutto si limiti a Piazza Ducale. Non è così, o perlomeno potrebbe non esserlo, come ben sanno i vigevanesi che conoscono e amano Vigevano. Allora sempre per il concetto di fulcro e volano delle nuove attività economiche che si vogliono creare, va incentivato il recupero e l’utilizzo immobiliare del Centro Storico. Aree quali quella Mulini-Carrobbio-Riberia-Terraggi e il parchetto di via della Costa vanno sottratte a una situazione di degrado e riconsegnate alla città come ideale collegamento fra Piazza-Castello e l’area ex Tribunale-Mercato, che va ridisegnata a fondo.
Per il turismo, occorre un piano organizzativo dell’offerta e del suo marketing, condiviso con il territorio, per uscire da quel “turismo del gelato” al quale solo, finora, ha mirato l’Amministrazione uscente. E’ necessario coinvolgere e trascinare la Lomellina su un piano più alto, sfruttando anche la contiguità con Milano e Malpensa. Per farlo però occorre professionalità per ricercare il turista con investimenti mirati, creare circuiti o sostenerne di esistenti coinvolgendo le amministrazioni del territorio e i privati, unendo le risorse.
Altri interventi riguardano un progetto di collaborazione con le scuole superiori (“Volontari del Turismo“) per il coinvolgimento degli studenti nell’accoglienza turistica. Oltre a interessare gli studenti il progetto ambisce a coinvolgere le loro famiglie per aumentare fra i cittadini la sensibilità verso il nostro patrimonio artistico combattendo così il degrado civico e culturale. Necessario sarà anche mettere mano ad un progetto di illuminazione monumentale della Città che è ormai un valore aggiunto irrinunciabile e l’ottimizzazione degli orari di apertura del Castello e dei musei in ottica turistica.
Attività culturali, Scuola, Sport
Polo Culturale. Vigevano Capitale italiana della cultura: è possibile? L’iniziativa dell’Amministrazione uscente, che viene dopo che la stessa aveva bocciato analoga proposta proveniente qualche anno prima dall’opposizione, appare più che altro programmata per fungere da specchio per le allodole all’inizio della campagna elettorale. Detto questo però, il Polo Laico non può che auspicare che questa possa almeno essere l’occasione per parlare da qui in avanti in maniera più seria e articolata, di grandi progetti, di grandi eventi ai quali Vigevano deve imparare ad accostarsi, avendo molte qualità fra quelle che necessitano per riuscire in imprese di questo livello. Si tratta di imparare con umiltà da chi ce l’ha fatta, imparare a valorizzare prima, e a presentare poi in maniera vincente le proprie peculiarità e infine di imparare a lavorare tutti assieme per il successo di un progetto condiviso. Per questo l’impegno preso con il bando per la Capitale Italiana della Cultura 2021 dovrà essere il momento iniziale per lo sviluppo di una Città-Polo Culturale che possa crescere attraverso un percorso credibile, continuativo, attrattivo. Due punti fermi di questo progetto sui quali andrà certamente fatto un investimento sono la “Settimana Letteraria” e il Festival delle Trasformazioni , eventi che, pur in carenza di risorse, hanno già dato prova di richiamare pubblico. Ma la cultura in città non si esaurisce con eventi di richiamo: come una pianta deve essere alimentata e allora ecco l’idea di realizzare una Cittadella dell’Arte e della Cultura, assieme a fondazioni e/o ad associazioni e/o a privati in grado di creare al suo interno un grande e poliedrico contenitore di attività artistico-culturali che coinvolgano la Città, in particolare nelle sue fasce più giovani. Un modo di “fare” cultura, che già ha dato risultati altrove e che abbiamo posto all’osservazione dei cittadini ricevendone interesse in particolare fra chi si occupa dell’argomento. La sede, individuata magari nella parte di Palazzo Esposizioni dedicata alla formazione o fra i grandi contenitori dismessi, potrebbero produrre arte e conoscenza e al momento stesso divenire incubatrice e luogo di aggregazione. Il Teatro Cagnoni: rappresenta a sua volta un importante polo culturale ma ha costi elevati di gestione che potrebbero essere ridotti o resi più produttivi cambiando l’ottica con cui si guarda al Teatro. Occorre infatti farlo non più come si guarda ad una chiesa o a un mausoleo ma ad una struttura vitale in grado di produrre cultura quotidianamente. Potrebbe essere valutata ad esempio l’ipotesi di renderlo la “casa” di alcune produzioni teatrali, con accordi con le compagnie per la messa in scena delle anteprime . A tutto ciò potrebbe far seguito la costituzione di laboratori e altre attività correlate.
Scuola: sicurezza , lotta alla droga, al bullismo sono le priorità per noi, così come educare i giovani ad approcciarsi correttamente ai servizi della città e alla sua conoscenza. Quindi collaborazione con Rete Cultura e Rete Salute per l’organizzazione di incontri ed iniziative sui temi. Collaborazione alla impronta turistica della città attraverso il progetto “Volontari del Turismo” del quale parliamo più avanti. Sempre per quanto riguarda la scuola, il “problema mense” che tanto clamore ha suscitato, deve essere risolto alla luce delle modificazioni socio-economiche attuali, con un’ampia discussione scevra di ideologie che prenda spunto anche da esperienze di altre località. Di certo il Polo Laico non può avallare discriminazioni di nessun genere e ancor più fra bambini, battendosi come sempre in difesa dell’equità sociale. Occorre ripensare una fascia minima di esenzione e in prospettiva come accennato sopra, giungere a un rinnovamento completo del sistema.
Sport: provvedere un miglior coordinamento delle attività delle Associazioni sportive che spesso viene descritto come non ottimale attraverso la valutazione della possibilità di creare una Cittadella dello Sport dove le Associazioni possano integrarsi, cooperare e risparmiare sulle spese di gestione. Primario interesse dell’Amministrazione sarà anche la diffusione della pratica sportiva fra le persone con disabilità, attraverso progetti mirati. Infine, lo sport deve essere realmente accessibile anche economicamente a tutti: occorre ritornare a pensare a percorsi cammino, percorsi salute e a realizzare campi sportivi all’aperto, nei parchi (in particolare il Parri che andrà riportato alla gestione pubblica dopo le recenti scellerate scelte dell’Amministrazione), e nei giardini.
Industria e agricoltura
Per l’industria il mantenimento dell’alta qualità non può prescindere dalla creazione di un sistema di formazione di livello internazionale al quale le aziende concorrerebbero qualora l’Amministrazione si assumesse il ruolo di facilitatrice. Attraverso la creazione di una vera e propria Agenzia Impresa e Formazione con “governance” partecipata dal Comune, dalle Associazioni di categoria, da istituzioni e dalle aziende che sono poi le beneficiarie di questo progetto permetterebbe di creare nuove capacità fra i giovani o elevarne di presenti fra gli adulti in modo da ampliare la possibilità di accesso alle offerte lavorative. Nello stesso momento, le offerte sociali di sostegno devono essere orientate in modo da mantenere attive le forze di lavoro escluse.
Compito dell’Amministrazione è anche quello di facilitare l’accesso dei giovani a un mondo del lavoro diverso (industria, agricoltura), alternativo alla laurea e spesso anche più remunerativo in termini di guadagno e di gratificazioni. Un cambio di mentalità che aprirebbe opportunità nuove ai nostri ragazzi e contribuirebbe a mantenerli qui, nella loro città.
ASM
Su questo punto va proposta una valutazione scevra da condizionamenti sull’attualità e sull’opportunità per un Comune come il nostro di mantenere questo tipo di partecipazione in una azienda il cui futuro non si prospetta certo, in virtù degli scenari legislativi ed economici che di fatto ne potrebbe imporre la dismissione da parte delle Amministrazioni. Il rischio è quello di arrivare al momento decisivo con una azienda che ha perso il valore che invece oggi mantiene sul mercato, facendo sfumare l’opportunità per la città di reperire notevoli risorse da impiegare per il proprio rilancio.
Olimpiadi
Ora o mai più. Passa un altro treno e non possiamo perdere anche questo dopo la figuraccia di Expo 2015. All’interno di questo macro tema potrebbe trovare spazio quello che può tornare ad essere un discorso utile proprio a sottolineare come la città sia stata tradita e sottoposta ai diktat delle segreterie regionali dei grandi partiti: la Città metropolitana. Un argomento che, contrariamente alle volontà delle segreterie politiche, Vigevano non può permettersi di abbandonare per la sua importanza strategica.
Riuso urbano & periferie
L’utilizzo dei contenitori pubblici e privati e il recupero urbanistico, sociale e commerciale delle periferie. In questo contesto oltre a rafforzare il “No” al consumo ulteriore di suolo con incentivazioni a favore del riuso del dismesso, si dovrebbe discutere anche di bilancio partecipato, per favorire il dibattito su questi temi fra la cittadinanza, e del problema della capacità di utilizzare i bandi europei. Sui grandi contenitori pubblici (Colombarone, Castello, Macello, Tribunale, vecchie carceri etc), occorre iniziare una discussione sulle destinazioni d’uso coinvolgendo le Università. Sulle periferie, in molte zone il tessuto sociale spesso si è disgregato, talvolta mancano i servizi e anche i luoghi appaiono oggettivamente “brutti”, con quel che ne consegue sul piano della qualità della vita ma anche del coinvolgimento sociale degli abitanti. E’ importante una profonda rivalutazione del problema che deve riprendere centralità nella discussione: in questo documento trovate alcune idee che vanno proprio in questo senso (badantato di condominio, arte urbana etc).

Reti strutturali
Il Progetto Vigevano Smart city, oltre a impiegare secoli per giungere a compimento, appare già datato. Se la città vuole diventare appetibile per le aziende deve cominciare ora a programmare ulteriori passi avanti. Dobbiamo capire come e con chi, ma è un lavoro che va fatto adesso, anche in considerazione del fatto che la capacità contrattuale della città su altre connessioni (strade-ferrovie) è ridotta. Su questo punto addirittura si potrebbe pensare a richiedere una riprogettazione del tratto lomellino della contestatissima Autostrada Broni-Mortara. Modificando il tracciato si potrebbe dare all’intervento un significato strategico per tutto il territorio, Milano compresa, che ora non ha. Sulle connessioni stradali, nessun dubbio riguardo alla necessità di portare a termine il progetto già approvato e finanziato della Vigevano-Malpensa. Su quelle ferroviarie, invece, investimenti continui nell’ammodernamento della tratta e investimenti (raddoppio compreso) finalizzati allo spostamento del capolinea della S9 da Albairate a Vigevano.
Ecologia, emissioni, territorio, mobilità, viabilità
Dobbiamo sapere su quali fonti di approvvigionamento energetico contare e su quali puntare; occorre fare in modo che siano ben chiare le fonti a cui attingere per il futuro e la loro sostenibilità ambientale. Ad esempio potrebbe essere ripreso il discorso sul teleriscaldamento con cogenerazione, soltanto abbozzato su impulso del Polo Laico, durante l’Amministrazione 2010-2015: un impianto di cogenerazione potrebbe produrre risparmi economici ed ambientali di circa il 25% rispetto al sistema attuale. Pulizia e decoro: sia per motivi di civiltà che per motivi di interesse turistico, deve essere previsto e mantenuto un piano particolare che consenta di portare il nostro Centro Storico ai livelli delle altre città europee: il Salotto deve tornare a risplendere, ma con esso tutta la città deve divenire consapevole che senza un maggiore senso civico da parte dei cittadini non si riuscirà ad evitare le situazioni di trasandatezza a cui spesso ci capita di assistere in giro per la città.
Parco Ticino
L’altra grande risorsa non sfruttata dalla Città. Un parco fluviale unico in Lombardia che potrebbe attirare una forma di turismo più moderna, sostenibile. Innanzitutto occorre rivalutare i rapporti con l’Ente per capire cosa Vigevano può dare in più al Parco e cosa il Parco può fare nell’area di Vigevano per preservare e dare maggior visibilità a un tesoro praticamente nascosto. Un primo esempio potrebbe essere la creazione di una nuova “porta di accesso “al Parco (ad es. presso l’edificio delle ex scuole alla Sforzesca) con area di orientamento, servizi, ristoro etc. Infine, crediamo che la collaborazione con i “tisinatt” sia indispensabile per la tutela dei luoghi, utilizzando la loro vasta conoscenza e memoria storica per giungere a un maggior controllo e pulizia delle aree.

Verde pubblico
Detto del consumo di suolo, detto dei problemi sulle connessioni, resta anche il fatto che il verde in città è insufficiente, mal tenuto e poco funzionale. Sulla scia di un recente convegno del Polo Laico sulle necessità degli anziani, è emerso anche che più verde e più acqua in città significano minori temperature e maggior comfort e sicurezza proprio per la fascia più debole della popolazione. La sistemazione dei parchi cittadini potrebbe prevedere la predisposizione di zone relax riservate sia agli anziani che a coloro che desiderano leggere o studiare. Ritorno alla gestione pubblica del Parco Parri con ripristino della sua funzione originaria. Inoltre, si potrebbe valutare la sistemazione a verde-parco eventi, del piazzale della Brughiera, un modo per fornire alla città un nuovo luogo di aggregazione e di recuperare verde in una zona che rischia di essere martoriata da insediamenti commerciali purtroppo già autorizzati (Via El Alamein, Eurospin).
Socio sanitario
La vecchia sede di Via Bramante è ormai insufficiente e fonte di eccessive spese di manutenzione per il De Rodolfi. Per questo la Giunta avrebbe in programma un raddoppio sulla superficie di via Battù confiscata alla mafia. Pensiamo che su questo argomento si debba avere una visione più ampia, considerando già da oggi che in un futuro non molto lontano si avrà la necessità di servizi di livello più elevato (Hospice, Villaggio Alzheimer etc.) per i quali vanno ampliate e cercate collaborazioni sul territorio (es. con l’Istituto Golgi di Abbiategrasso e con le Università). Altri spunti che proponiamo sono la facilitazione da parte dell’Amministrazione di iniziative private sul modello del portierato di quartiere e il badantato di condominio che in alcune situazioni potrebbe addirittura essere immaginato “pubblico” (es. Quartieri o condomini “solidali” in alcune aree di edilizia popolare). Il Riberia, già identificato dall’attuale Amministrazione come sede di servizi alla fragilità, potrà divenire una sorta di “Casa del Sociale” con l’assegnazione di spazi alle Associazioni per favorire incontri e scambi e la connessione in loco con l’Amministrazione. Altro: patto di inclusione sociale: da un lato il Comune si impegna ad erogare il contributo, dall’altro l’utente mette a disposizione parte del suo tempo in un lavoro individuato con l’ausilio delle associazioni di volontariato; affitto a canone concordato, un modo per calmierare i prezzi di mercato portando benefici sia ai proprietari degli immobili che agli inquilini; aliquote IMU agevolate per chi affitta a canone concordato con un intervento diretto del Comune a favore di famiglie svantaggiate in cerca di alloggi; sportello disabilità con coordinamento delle attività e dei servizi e pronta risposta alle esigenze delle famiglie, con ruolo di indirizzo e sostegno; residenze condominiali protette con interventi di assistenza, di servizi alla persona ed alla casa condivisi e supportati dalle Reti sociali di quartiere.

Giovani
Sui giovani preferiremmo parlassero loro e stiamo studiando iniziative che vadano nel senso di favorirne l’espressione. Chi amministrerà dovrà mettere la facilitazione del loro ascolto fra i punti cardine. Il futuro della città dipende dai giovani e dalla nostra capacità di farli restare a Vigevano. Noi possiamo intanto tornare a suggerire di coinvolgerli nel recupero culturale ed edilizio urbano attraverso la street art e nell’attività turistico-commerciale della Città, creando la figura del “Volontario del turismo”, già descritta sopra. Per il lavoro, riteniamo che una città più moderna, agile e collegata sia fondamentale per dare ai ragazzi le occasioni per iniziare a sviluppare i loro progetti in città. Non secondaria deve essere l’azione legislativa dell’Amministrazione finalizzata a ridurre il carico fiscale che grava sui giovani al momento dell’inizio delle loro attività, in modo di favorirne la moltiplicazione.
Anziani
Il convegno che abbiamo organizzato pochi mesi fa è stato illuminante su quelle che saranno le necessità di una popolazione sempre più anziana ma non sempre priva della sua autosufficienza psicofisica ed economica. Se da un lato c’è da immaginare una città che si occupi della dignità dei più deboli, dall’altro occorre facilitare lo “sfruttamento” positivo delle capacità e delle conoscenze degli anziani. Creare i presupposti perchè la transizione delle esperienze fra “vecchi” e “giovani” avvenga è compito della Amministrazione che dovrà, anche in questo caso, collaborare nell’identificare le necessità e favorire le iniziative (microcomunità, servizi alle imprese, formazione etc.). Oltre a questo, piccoli accorgimenti come la disposizione del verde, dell’acqua e delle panchine nelle strade cittadine, così come l’apertura di nuovi bagni pubblici facilmente accessibili e ben organizzati in ogni quartiere, renderebbero più agevole e sicura la fruizione da parte dei cittadini più deboli, dei servizi offerti dalla città.
Partecipazione , rapporti Amministrazione -Cittadini, organizzazione comunale
Noi, l’abbiamo ripetuto più volte, siamo per decisioni condivise e per una Amministrazione che sia davvero trasparente, anche nella comunicazione. Allora stop a una comunicazione solo unidirezionale e largo invece alla preventiva comunicazione e discussione pubblica dei grandi progetti . La partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative avrà sempre maggior peso. Occorre perciò definire strategie e metodi di ascolto e condivisione e il Polo Laico si impegna in questo senso fin d’ora, con eventi ed iniziative mirate all’approfondimento di questi temi.
Inoltre, la macchina comunale appare come una struttura pesante e farraginosa, rallentata da una burocrazia soffocante che necessita di cure urgenti un po’ in tutti i suoi settori.
I Quartieri: come già illustrato, nell’ottica di una Amministrazione che vuole essere più vicina ai cittadini e che vuole farsi carico dei loro problemi crediamo che la vicinanza
“fisica” sia molto importante, tanto per l’ascolto quanto per l’osservazione. Punti d’ascolto vicini ai cittadini si possono realizzare nei quartieri presso strutture pubbliche esistenti o anche tramite accordi con altre realtà come ad esempio le Parrocchie o anche bar appositamente attrezzati a svolgere attività di portierato di quartiere. Presso tali sedi il cittadino potrà trovare ascolto e risposte rapide grazie alla presenza organizzata di assistenti sociali, Vigile di Quartiere, Associazioni e altro.
Modifiche migliorative del Regolamento Consiglio Comunale. Rafforzamento del ruolo delle Commissioni consiliari. Revisione sistemi partecipativi dei quartieri. Il Consiglio Comunale da tempo non riesce ad essere realmente propositivo e spesso la discussione al suo interno è limitata a scontri fra fazioni. Per giungere a un miglioramento della funzione del massimo organo democratico cittadino occorre mettere mano al Regolamento e rafforzare il ruolo delle Commissioni tematiche consiliari. Pensiamo anche che un ritorno a una partecipazione dei cittadini a livello di quartieri potrebbe essere utile per la condivisone dei temi, per suggerimenti o proposte ma anche per spiegare logica e funzionamento delle scelte. La discussione potrebbe avvenire negli avamposti comunali territoriali di cui abbiamo parlato sopra e portata poi nelle commissioni.
Sviluppo di una piattaforma digitale per la condivisione e la discussione pubblica di progetti. Per realizzare quanto sopra accennato, l’ausilio di una piattaforma digitale è fondamentale se si vuole che la partecipazione dei cittadini alle scelte pubbliche si ampli.
Rapporti con altre Istituzioni (Area Metropolitana, Regione): creazione di una ufficio unico di riferimento che si occupi specificamente di questo, in modo da non disperdere le conoscenze e i rapporti.
Reperimento fondi europei: anche in questo caso pare opportuna una figura unica, responsabile essenzialmente di questo campo fondamentale, giacché con difficoltà in futuro si potranno finanziare grandi progetti con fondi non di provenienza europea. Fondamentale avvalersi dell’opera di professionisti del settore, figure esistenti e già utilizzate sia nel pubblico che nel privato.
Assessorato alla mobilità. Non basta più che una Amministrazione si doti di un responsabile per la viabilità. E’ fondamentale che si ampli il concetto all’idea di mobilità, comprendendo in ciò tutte le necessità correlate alle disabilità, alle necessità degli anziani (ad es. buoni-taxi per persone ultra 65enni, sostegno al trasporto effettuato dalle associazioni di volontariato, attenzione agli spazi di sosta in prossimità di luoghi sensibili per la popolazione anziana e disabile).
Delega ai Beni Architettonici. Una città turistica non può permettersi di non avere un responsabile diretto della tutela e della gestione dei suoi beni. In particolare Piazza Ducale, gioiello universalmente riconosciuto, ma anche le altre strutture monumentali cittadine necessitano di una organizzazione di monitoraggio, intervento e progettualità ben definita e di livello adeguato.
Delega ai rapporti con i giovani: una figura unica, riconoscibile e riconosciuta dai ragazzi a cui essi possano far riferimento per ogni necessità, evitando di perdersi nei meandri dell’organizzazione comunale, sentendo così più vicina e “facile” la struttura a cui rivolgere le proprie idee e le proprie richieste.

Ufficio statistica del Comune. Oggi governare senza avere sotto mano i dati effettivi sui risultati delle scelte intraprese, delle linee di sviluppo del territorio e delle attività dei cittadini è come guidare un’auto di notte a fari spenti. E’ necessario investire sull’Ufficio Statistica per ottenere in tempi i dati necessari alla guida della Città.
Sicurezza.
Per il Polo Laico la sicurezza si ottiene principalmente portando la gente fuori di casa, a rioccupare spazi altrimenti destinati a divenire territori di confine, ai margini della legalità. Occorre vincere la paura del “diverso” perché essa sta alla base dell’arroccamento nelle proprie abitazioni. Noi pensiamo che stimolando la frequentazione di aree attualmente quasi “proibite” al cittadino si ottenga l’effetto di portarvi legalità. Giardini, parchi, luoghi pubblici devono ospitare eventi, feste, riportare la gente fuori di casa, sviluppare socialità e favorire i rapporti umani e l’integrazione. La cura dell’illuminazione di strade, piazze e luoghi pubblici e l’estensione delle aree delle zone 30 contribuiscono a portare sicurezza.
La pubblica sicurezza deve essere garantita dai corpi specificamente rivolti ad essa, Carabinieri e Polizia, ai quali compete l’attività investigativa e di repressione di alcuni fenomeni quali lo spaccio di droga e la prostituzione. L’Amministrazione Comunale può integrare alcune attività ma non può, né lo vogliamo, sostituirsi ai corpi sopra menzionati il cui organico e la cui capacità di intervento sono una responsabilità del Prefetto, nonché un suo preciso dovere verso i cittadini vigevanesi. Occorre quindi chiedere con forza che non siano disattese le aspettative dei contribuenti da parte del Governo e dei suoi rappresentanti istituzionali.
La Polizia Locale quindi, nella nostra visione, collabora a queste incombenze ma deve principalmente occuparsi del controllo del territorio, intendendo con questo anche la costante presenza fisica per strada (Vigile di Quartiere), il controllo delle attività commerciali, del rispetto del codice della strada e, particolarmente importante in una Città che si deve formare una vocazione turistica, la prevenzione e la repressione di illeciti e infrazioni in materia di ambiente ed ecologia. E’ dunque fondamentale rivedere l’assetto del Comando e ottimizzarne le funzionalità burocratiche per aumentare il numero di agenti sul territorio

 

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